Mantova, allarme Polizia: con ultime assegnazioni nessun agente in Questura. 20 in meno in 2 anni

MANTOVA – Nonostante i ripetuti appelli degli amministratori locali per rafforzare gli organici della Polizia di Stato — a partire da quello del sindaco Mattia Palazzi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi — a Mantova non è arrivato nemmeno un nuovo agente in Questura con le ultime assegnazioni ministeriali. Una scelta che accende l’allarme sulla sicurezza del territorio, mentre i sindacati di polizia denunciano una situazione sempre più critica per carenze di personale e carichi di lavoro insostenibili.

A lanciare l’allarme sono i segretari provinciali dei due principali sindacati della Polizia di Stato, Fabrizio D’Amilo per il Siulp e Alessandro Fiani per il Sap, che parlano apertamente di una “situazione di forte disagio” per la sicurezza in provincia di Mantova. Secondo quanto riportano i sindacati, con il nuovo piano di assegnazioni del gennaio 2026 il Ministero dell’Interno ha destinato alla provincia virgiliana “solamente quattro nuovi agenti alla Polizia Stradale e nessuno alla Questura di Mantova”. Una decisione che, evidenziano, non tiene conto delle reali necessità del territorio.
Una carenza che pesa in un contesto già complesso. È ormai noto a tutti che la situazione nella nostra provincia vede, sempre più spesso, fatti di cronaca che raccontano episodi di violenza sia nei confronti dei nostri concittadini che in danno delle stesse Forze dell’Ordine”, sottolineano D’Amilo e Fiani.

Per affrontare in modo efficace questa situazione, spiegano i sindacati, “occorre, oltre alla certezza della pena da parte della Magistratura, un numero di poliziotti adeguato a fronteggiare le sempre crescenti esigenze legate alla sicurezza delle nostre città”.
Il quadro degli organici è reso ancora più critico dai pensionamenti. “Tra il 2024 e l’inizio del 2026, nella provincia virgiliana, sono andati in quiescenza oltre 30 uomini appartenenti sia alla Questura che alle altre specialità della Polizia di Stato dislocate sul territorio”. Negli ultimi due anni qualche innesto c’è stato, ma, precisano, “è risultato comunque numericamente insufficiente a sopperire ai pensionamenti ed ai trasferimenti in uscita”. Le ultime statistiche indicano che “negli ultimi due anni si è registrata una diminuzione di circa una ventina di poliziotti nell’organico della sola Questura”.

In affanno anche gli uffici amministrativi. I carichi di lavoro per permessi di soggiorno, passaporti, porto d’armi e licenze sono definiti “numerosissimi” e il personale assegnato “non risulta numericamente adeguato a far fronte alla mole di lavoro”. A peggiorare ulteriormente il quadro, segnalano Sap e Siulp, “proprio in questi giorni il personale civile interinale ha visto scadere il proprio contratto”, facendo venire meno ulteriori risorse umane.
Nonostante tutto, i sindacati riconoscono l’impegno della Polizia mantovana, che continuerà a garantire la sicurezza grazie al proprio senso del dovere. Certamente la Polizia mantovana, con lo spirito di abnegazione ed il forte senso del dovere che l’ha sempre contraddistinta, manterrà elevati gli standard di sicurezza”, ricorrendo anche a turni di straordinario e, se necessario, alla rinuncia ai giorni di riposo.
Ma questo non può essere la soluzione strutturale. “Occorre intervenire quanto prima rinforzando adeguatamente gli organici”, per permettere agli agenti di lavorare al meglio e garantire “un adeguato standard di sicurezza alla cittadinanza che ha il sacrosanto diritto di essere tutelata dalle Forze dell’Ordine”.
Per Sap e Siulp, infine, “la sicurezza e la legalità debbano essere delle priorità su cui non lesinare”, e i poliziotti devono essere messi nelle condizioni di operare “con le adeguate risorse sia in termini di uomini che di mezzi”.