VIADANA – Grande successo di pubblico e di critica per l’esposizione ospitata presso la sala Civico 6 del MuVi. La mostra “Non più reticolati nel mondo. Storie di internati militari italiani e viadanesi” è stata ufficialmente prorogata fino al 15 marzo. L’iniziativa, curata dal Comune di Viadana, dal MuVi e dall’ANPI locale, gode del patrocinio della Provincia di Mantova.
Il percorso espositivo ripercorre la drammatica vicenda degli oltre 600.000 soldati italiani che, all’indomani dell’8 settembre 1943, rifiutarono di collaborare con i nazisti. Deportati in Germania e privati dello status di prigionieri di guerra, furono declassati a “internati militari” per negare loro le tutele della Croce Rossa e sottoporli al lavoro coatto nelle industrie belliche. Tra loro, circa 40.000 non fecero mai ritorno.
La forza della mostra risiede nell’intreccio tra la grande storia nazionale e le memorie locali. Numerose famiglie viadanesi hanno infatti contribuito prestando fotografie, medaglie e documenti inediti. Di particolare rilievo sono le illustrazioni tratte dal volume “Venti mesi fra i reticolati” (1946) di Marcello Tomadini, testimonianza diretta della prigionia nel lager di Sandbostel.
Il Sindaco Nicola Cavatorta ha espresso soddisfazione per l’interesse suscitato:“Siamo lieti dell’attenzione rivolta a questo progetto. È un episodio doloroso della nostra storia che deve essere noto anche ai più giovani, che purtroppo non possono più confrontarsi direttamente con i testimoni.”
Daniela Sogliani, responsabile del MuVi, ha annunciato un importante passo avanti per la conservazione della memoria: grazie a un tirocinio con l’Università di Bologna, verrà avviato un progetto di catalogazione scientifica di tutto il materiale prestato dalle famiglie, così da creare percorsi educativi permanenti per le scuole.
La mostra resterà aperta seguendo gli orari della Biblioteca Civica. Per il fine settimana conclusivo, sono previste aperture straordinarie sabato 14 e domenica 15 marzo, dalle ore 16 alle ore 19.


















