15enne aggredito da baby gang alla fermata. De Marchi: “Pronti a sostenere la famiglia”

MANTOVA – Aggredito da una baby gang mentre tornava da scuola e costretto a ricorrere alle cure della Pediatria. Protagonista della vicenda un ragazzo di 15 anni, picchiato da tre giovanissimi in città, alla fermata dell’autobus in corso della Libertà.

L’episodio sarebbe avvenuto ieri, poco lontano dalla banca Intesa San Paolo. Il minorenne, appena uscito da scuola (frequenta l’Itis) e in attesa del bus, sarebbe stato avvicinato dal gruppo e aggredito violentemente da tre coetanei di sua conoscenza per aver parlato con una ragazza, a quanto pare la fidanzata di uno degli aggressori. Il ragazzo poi è riuscito in qualche modo a salire sul bus che lo riportava a casa, grazie all’intervento di alcuni amici presenti, ed è stato poi accompagnato dai familiari al Poma per accertamenti.

Le sue condizioni non preoccupano (le ferite sono state giudicate guaribili in 5 giorni), ma l’episodio ha avuto conseguenze soprattutto sul piano psicologico: il quindicenne ora ha paura di tornare a scuola e di passare nuovamente dalla stessa zona. Per il fatto è già stata presentata denuncia ai carabinieri, che indagano sul fatto. Verranno scandagliati i filmati delle numerose telecamere in zona.

La vicenda è stata resa pubblica dal candidato sindaco Luca De Marchi. «Sono stato contattato direttamente dalla madre, che mi ha raccontato la vicenda e chiesto supporto. Abbiamo garantito il nostro aiuto al ragazzo, anche accompagnandolo nel caso in cui abbia ancora timore a muoversi da solo nel tragitto da e per la scuola. Daremo una mano per rendere meno traumatico il rientro».

De Marchi è poi tornato a denunciare le problematiche di sicurezza urbana. «Quando lo Stato non c’è, noi ci siamo – ha affermato –. Le politiche buoniste contro le baby gang non stanno portando a una diminuzione del fenomeno. Sono completamente controproducenti».

Non è mancata anche una stoccata al candidato di centrodestra Zancuoghi. «A differenza nostra – ha aggiunto – resta chiuso nelle stanze a preparare programmi astratti, irreali, mentre i problemi di sicurezza della gente sono sotto gli occhi di tutti».