MANTOVA – Il Mantova domani torna al “Martelli” con l’obiettivo di ritrovare punti e fiducia. Dopo due gare poco fortunate sul piano dei risultati — il pareggio interno contro la Carrarese e la sconfitta sul campo del Palermo — i biancorossi si preparano ad affrontare la Juve Stabia in una sfida che arriva in un momento cruciale della stagione. Alla vigilia della partita, in conferenza stampa, parla mister Francesco Modesto.
Il tecnico biancorosso parte dal concetto di pressione, che inevitabilmente accompagna ogni gara in una fase così avanzata del torneo. Specialmente alla luce dei risultati delle dirette concorrenti. «In ogni partita dobbiamo puntare alla posta più alta — ha spiegato —. La pressione l’abbiamo sempre avuta perché sappiamo che i punti sono determinanti per il cammino che dobbiamo fare. Domani abbiamo una partita importante davanti al nostro pubblico e penso che la squadra sia pronta. Sappiamo che tipo di campionato è questo: bisogna avere la forza e la voglia di determinare in ogni momento della gara».
Il Mantova arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di avere ancora molto da giocarsi. Mancano dieci giornate alla fine e ogni partita può diventare decisiva per il raggiungimento degli obiettivi stagionali. «La squadra ha un’identità — ha aggiunto Modesto —, quella di fare la partita e di non mollare mai. Dobbiamo arrivare fino all’ultimo con i nostri pregi e anche con i nostri difetti. Mancano dieci partite, vedremo cosa succederà anche sugli altri campi, ma noi dobbiamo dare segnali importanti già dalla nostra gara».
Di fronte ci sarà una Juve Stabia che non sta attraversando un periodo brillante, ma che resta comunque un’avversaria da affrontare con grande attenzione. Modesto non si fida del momento dei campani e si aspetta una gara combattuta. «Io mi aspetto sempre avversarie agguerrite, perché tutte hanno un obiettivo da raggiungere. In questo campionato vedo partite molto tirate, dove nessuno domina sugli altri. Adesso, con i punti che pesano sempre di più, si alzano tensione e livello. Domani affronteremo una squadra arrabbiata: se loro lo sono, noi dobbiamo esserlo ancora di più».
Il tecnico biancorosso ha poi commentato anche l’andamento delle altre squadre, sottolineando come il campionato resti estremamente equilibrato. «Le sorprese ci sono sempre — ha osservato —. Tutte hanno bisogno di punti e tutte fanno la prestazione per cercare di raccoglierli. In queste giornate hanno vinto Spezia ed Entella, in altre occasioni sono state altre squadre a fare risultati importanti. È un campionato in cui ci si rincorre continuamente. Chi riesce a fare punti prima, riesce anche a tirarsi fuori prima».
Tra i convocati torna anche Falletti, assente da tempo. «Si sta allenando bene da un po’ — ha spiegato Modesto —. Sta facendo quello che ha sempre fatto: lavorare con serietà. Viene con noi e ci darà una mano, perché fa parte del gruppo».
Il tema della pressione è tornato centrale anche parlando dell’impatto psicologico sui giocatori, soprattutto in una fase della stagione in cui ogni risultato può pesare molto. «Quando vai in campo la temperatura si alza. A volte la tensione può anche sporcare le prestazioni dal punto di vista tecnico, può farti fare cose che normalmente non faresti. Però l’importante è portare a casa punti dalla prestazione. Belli o brutti, bisogna raccogliere. Il calcio vive di tensione, ma la pressione può anche aiutarti a tirare fuori il meglio».
Dal punto di vista tattico, Modesto si aspetta una partita complessa contro una squadra dotata di qualità. «La Juve Stabia gioca bene — ha spiegato —. Ha giocatori che sanno attaccare in verticale, palleggiare, elementi tecnici e esterni molto veloci. C’è anche un giovane come Cacciamani, un 2007 che ha un futuro importante. Se hanno questa classifica è perché se la sono meritata. Noi dobbiamo pensare a fare bene la nostra partita, contro chiunque. Servirà dare il 120%».
Infine, il tecnico ha voluto sottolineare l’importanza del pubblico del “Martelli”, che anche nei momenti più difficili non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. «La spinta dei tifosi c’è sempre stata fino all’ultimo secondo — ha concluso —. È normale che per i giocatori sia importante sentire il calore dello stadio. Anche su una scivolata o su un contrasto vinto, quando senti lo stadio esaltarsi, il giocatore lo percepisce».

















