Curtatone, Sabina Emiliani scende in campo: “Il rilancio parte da ascolto, azione e fiducia”

CURTATONE – “Ascolto, azione, fiducia”: sono queste le tre parole chiave che riassumono la campagna elettorale di Sabina Emiliani, candidata sindaco della lista civica “Noi Siamo Curtatone” alle prossime elezioni amministrative.
Questo pomeriggio si è svolta la presentazione ufficiale della sua candidatura, durante la quale è stato lanciato il progetto “In viaggio”, un percorso di ascolto che, a partire dalla prossima settimana, coinvolgerà le realtà organizzate del territorio con l’obiettivo di costruire il programma elettorale insieme alla comunità.
“Io sono una semplice cittadina che vive da 33 anni a Eremo e amo la mia città” – spiega Sabina Emiliani – “La mia candidatura è nata dal basso: prima abbiamo formato un gruppo di cittadini attivi, che oggi conta circa un centinaio di persone, e poi si è arrivati al mio nome. Ho deciso di candidarmi perché non è più il tempo di aspettare che qualcun altro arrivi a risolvere i nostri problemi. Mi sono chiesta: perché non posso farlo io? Ed eccomi qui”.
Tra le priorità indicate dalla candidata c’è innanzitutto l’ascolto. “Le decisioni di un’amministrazione non possono essere prese senza aver ascoltato attentamente le persone che vivono il territorio, perché un territorio non esiste senza chi lo abita. Da qui si passa all’azione e alla fiducia dei cittadini, che oggi va ricostruita: in questo momento sta scricchiolando. Il Comune deve avere pareti di vetro, invisibili: le persone devono poter entrare quando vogliono, vedere ed essere coinvolte in tutto ciò che accade”.
Emiliani traccia poi la sua visione della città. “La mia Curtatone è una comunità che rispetta le persone e che può ripartire. Oggi, invece, la vedo come una persona abbandonata, trascurata, che non trova più l’ispirazione per andare avanti. È necessario fare qualcosa per risollevarla. Io sono cresciuta qui, sono diventata adulta qui, qui sono nati e cresciuti i miei figli: questa città mi ha dato molto e ora sento il bisogno di restituire al territorio tutto ciò che ho ricevuto”.