MANTOVA – La situazione per l’autotrasporto merci su gomma resta critica. Nonostante i primi tentativi di mediazione, il caro gasolio continua a strangolare le imprese del settore, con prezzi alla pompa stabilmente sopra la soglia psicologica e operativa dei 2 euro al litro. La denuncia arriva direttamente da una nota di Cna-Fita, che sottolinea come il taglio delle accise non abbia prodotto gli effetti sperati sui bilanci aziendali.
Costi di esercizio fuori controllo
Il carburante non è l’unica spina nel fianco dei trasportatori. Secondo la Direttrice di CNA Mantova, Elisa Rodighiero, il gasolio incide ormai per oltre l’85% sui costi operativi, ma a questo si aggiunge un aumento generalizzato di tutte le voci di spesa:
- Costo del lavoro e oneri previdenziali.
- Manutenzione dei mezzi e pezzi di ricambio sempre più costosi.
- Assicurazioni e pedaggi autostradali.
“I bilanci sono ridotti all’osso,” avverte Rodighiero, evidenziando come la liquidità delle aziende sia ormai ai minimi storici, mettendo a rischio la stabilità di un settore che movimenta l’87-88% delle merci totali in Italia.
Le richieste di Cna-Fita al Governo
Pur apprezzando i primi passi mossi dall’esecutivo, Cna-Fita chiede con forza misure più incisive e immediate per evitare il collasso della logistica nazionale:
- Rinvio dei versamenti: Attuazione immediata dello slittamento dei pagamenti fiscali e previdenziali per dare respiro alle casse aziendali.
- Credito d’imposta: Disporre l’utilizzo immediato del credito d’imposta derivante dal rimborso delle accise, accelerando i tempi burocratici di recupero.
- Interventi sulla liquidità: Strumenti finanziari dedicati per permettere alle piccole e medie imprese di far fronte all’aumento improvviso dei costi di esercizio.
Il trasporto su gomma rappresenta la spina dorsale della distribuzione italiana; senza un intervento strutturale, il rischio è che l’intero sistema produttivo subisca rallentamenti e rincari a cascata sui consumatori finali.


















