In 600 in piazza Virgiliana per la remigrazione: al sit-in anche la Lega

MANTOVA – Erano circa 600, arrivati non solo dal territorio virgiliano ma anche da province limitrofe come Brescia e Piacenza, i partecipanti alla manifestazione “Remigrazione!” promossa dal Comitato Remigrazione e Rinconquista, che si è tenuta nel pomeriggio in Piazza Virgiliana. All’iniziativa hanno aderito diverse sigle riconducibili all’area dell’estrema destra, tra cui il gruppo Difendi Mantova e la Lega virgiliana.

L’evento, inizialmente annunciato come un sit-in, si è aperto invece con un breve corteo: un passaggio non previsto che, secondo quanto emerso, non sarebbe stato autorizzato dalla Questura. Durante la manifestazione si sono susseguiti cori da stadio sul tema della remigrazione e il canto dell’inno di Mameli. Il momento centrale si è poi svolto sul palco allestito davanti alla statua di Virgilio, dove hanno preso la parola i rappresentanti delle varie realtà presenti.

Tra i primi interventi, quello di Francesco Longo, esponente di Difendi Mantova e consigliere comunale a Castelbelforte, che ha puntato il dito contro il degrado e l’insicurezza: «Denunciamo una situazione che anche l’amministrazione comunale di Mantova ha contribuito a creare. Oggi in città si tiene una festa indetta dal sindaco, ma se gli stesse veramente a cuore la sicurezza della città sarebbe qui con noi». Longo ha citato dati sui reati minorili nel Mantovano, episodi di risse, spaccio e aggressioni con armi bianche, sostenendo che «gli italiani alla sera preferiscono rimanere in casa» e invocando «risorse serie per rimpatriare i clandestini» e maggiore severità verso chi delinque.

A seguire Luca Viani ha introdotto Giulio Bonzanini, consigliere comunale di Carpi, che ha sottolineato «l’importanza di essere costanti della militanza, non solo nelle piazze ma anche nelle istituzioni», invitando inoltre i comuni a sostenere le forze dell’ordine e a intervenire, pur nei limiti delle competenze locali, sui temi legati all’immigrazione.

Tra gli interventi anche quello di Virginia Verga dell’associazione Evita Peron. Più articolato il discorso di Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione, che ha parlato di «riconquista» della città: «Mantova non può vivere nel degrado, servono risposte concrete». Nel suo intervento non sono mancate critiche politiche, con riferimenti anche al tema del lavoro e dei salari: «Non siamo contrari al salario minimo, chiediamo stipendi dignitosi per tutti gli italiani». Sogari ha inoltre denunciato lo sfruttamento degli immigrati irregolari e chiesto una classe dirigente «più preparata», rilanciando la necessità di politiche più incisive sui rimpatri.

Dal territorio piacentino è intervenuto Manuel Radaelli, responsabile di Assocasa Piacenza, che ha definito la proposta di legge sulla remigrazione «un atto d’amore per l’Italia», attaccando duramente il sistema dell’immigrazione, descritto come «un business che cannibalizza il welfare». Sulla stessa linea Jacopo Massetti, del gruppo “Brescia ai bresciani”, che ha rivendicato l’introduzione del tema della remigrazione nel lessico del dibattito politico, criticando un «capitalismo marcio» e indicando modelli esteri con politiche migratorie più restrittive come quelli di Polonia e Giappone.

In chiusura Salvatore Ferrara ha evidenziato il traguardo delle 130mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge sulla remigrazione.

Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione della Lega di Mantova. Il partito ha sottolineato di aver preso parte all’iniziativa «per ribadire il diritto di ogni cittadino a manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto delle regole e in forma pacifica», evidenziando come l’evento «si sia svolto senza problemi di ordine pubblico». La Lega ha inoltre espresso apprezzamento per «l’ampia partecipazione» e per la gestione «ordinata e lineare» della manifestazione, ribadendo che «il confronto democratico, quando si svolge nel rispetto reciproco, deve essere garantito».