Remigrazione, scintille Lega-Pd: Cappellari: “Attacchi offensivi e realtà distorta. Valutiamo le vie legali”

MANTOVA – Sabato scorso Mantova è stata teatro di due manifestazioni contrapposte, seguite da uno scontro politico che continua a far discutere. Da un lato l’iniziativa antifascista ai giardini di viale Piave, dall’altro quella del Comitato Remigrazione in piazza Virgiliana, con la presenza anche di esponenti della Lega.
Proprio la presenza del Carroccio, e in particolare quella della consigliera regionale Alessandra Cappellari, ha acceso il confronto politico con il Partito Democratico, che ha sollevato dure critiche. “Attacchi offensivi”, li ha definiti la stessa Cappellari, intervenuta nel pomeriggio di oggi in un incontro con i media locali per replicare a quelle che ha definito “pesanti affermazioni”, rivolte in particolare dal segretario provinciale dem Adriano Stabile.

“Siamo stati attaccati con parole offensive per aver appoggiato la manifestazione di sabato scorso – ha dichiarato Cappellari –. Un vero e proprio attacco al partito al quale non possiamo esimerci dal rispondere”.
Accanto alla consigliera regionale erano presenti anche Adriano Cattaneo, responsabile provinciale Enti locali della Lega, e Romano Bondavalli, membro della segreteria provinciale. I rappresentanti leghisti hanno ribadito come, a loro giudizio, la realtà dei fatti sia stata distorta, confermando il proprio appoggio alla manifestazione sulla remigrazione ma respingendo le accuse ricevute.
“Ciò che vogliamo ribadire con forza – ha proseguito Cappellari – è che la manifestazione era stata autorizzata ed era stato destinato anche un parcheggio in via Trento per i partecipanti. L’afflusso verso la piazza è stato regolare, senza alcuna tensione: tutto si è svolto in maniera pacifica”.

In merito alle dichiarazioni del segretario del Partito Democratico, gli esponenti della Lega parlano di un “tentativo da parte della sinistra di censurare i pensieri altrui”. Una posizione ribadita anche da Bondavalli: “È importante richiamare l’attenzione sulla moderazione. La diversità di opinioni deve coesistere in modo pacifico: questo è il fondamento della democrazia”. Sul tema è tornata anche Cappellari, che ha sottolineato la gravità delle parole ricevute: “Siamo preoccupati per la deriva presa dalle forze di sinistra, che lanciano accuse infondate alimentando un clima di intolleranza inaccettabile. Stiamo valutando se procedere per vie legali nei confronti del segretario provinciale del Pd. Desideriamo ribadire la fondamentale importanza della libertà di parola e di opinione, sancita dalla Costituzione”. (ER)

E intanto Difendi Mantova attacca: “Cartelli pro violenza
alla manifestazione antifascista”

Intanto anche il Comitato Difendi Mantova, torna sulle iniziative di sabato puntando il dito contro quella antifascista in viale Piave. “In tale contesto, sono stati esposti cartelli che chiedevano la liberazione di un’attivista antifascista tedesca, appartenente alla cosiddetta “hammerbande”, condannata a otto anni di carcere in Ungheria per aver provocato gravi danni fisici a cittadini ungheresi (a colpi di martello) – dichiara Luca Viani del Comitato – Riteniamo opportuno che il Partito Democratico, AVS e CGIL chiariscano la propria posizione rispetto a messaggi che possono apparire come giustificazionisti della violenza politica avendo parlato tutti davanti a quel cartello. Appare infatti paradossale che, mentre si attacca una manifestazione identitaria svoltasi in modo pacifico, si tollerino o si sostengano membri di gang e slogan giustificazionisti della violenza. Si sottolinea inoltre come gli unici episodi problematici sotto il profilo dell’ordine pubblico non siano riconducibili alla nostra manifestazione. Invitiamo pertanto il sindaco, l’amministrazione comunale e gli esponenti politici citati a chiarire pubblicamente la loro posizione”.