PEGOGNAGA – Il mancato arrivo di un contributo da 400 mila euro dalla Regione Lombardia accende il dibattito politico a Pegognaga. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il gruppo di minoranza “Riattiviamo Pego” ha espresso forte preoccupazione per l’esclusione del progetto di riqualificazione del Campo Sportivo”Ferrari” dal bando sportivo regionale, un’assenza di fondi che graverà direttamente sul bilancio comunale.
Un mutuo da 1,3 milioni senza aiuti esterni
La critica del gruppo guidato dall’opposizione si concentra sulla sostenibilità economica dell’opera. A fine dicembre 2025, l’Amministrazione ha acceso un mutuo di 1 milione e 300 mila euro per coprire i lavori. «Poter contare sul contributo regionale avrebbe significato ridurre il peso economico a carico dei cittadini pegognaghesi», spiegano i rappresentanti di Riattiviamo Pego. «Così non è stato, e il fatto che il progetto non sia stato ritenuto meritevole di finanziamento desta in noi profonda inquietudine».
La richiesta: “Coinvolgere tutte le società sportive”
Oltre all’aspetto puramente finanziario, la minoranza contesta la visione “chiusa” del progetto. Secondo il gruppo, l’investimento milionario sarebbe stato deciso senza un reale coinvolgimento della rete associativa locale.
Le proposte avanzate in Consiglio da “Riattiviamo Pego” mirano a un cambio di rotta: Revisione del progetto – adattare le finalità del campo a una visione più ampia dello sport cittadino; Partecipazione attiva: coinvolgere tutte le associazioni e società sportive del Comune per definire priorità e utilizzi; Visione d’insieme: evitare che un investimento così ingente resti isolato dalle reali necessità del tessuto sociale di Pegognaga.
Un appello alla trasparenza
Per la minoranza, la riqualificazione del Campo Ferrari non deve essere solo un’opera edile, ma un’opportunità di crescita per l’intera comunità sportiva. La perdita del bando regionale viene letta come un segnale di debolezza progettuale che l’Amministrazione dovrebbe colmare aprendo il dialogo con il territorio, per evitare che l’indebitamento del Comune non porti i benefici sperati alla cittadinanza.


















