Casaloldo piange Giancarlo Pelligri, storica figura del ciclismo e del volontariato locale

CASALOLDO – Casaloldo piange Giancarlo Pelligri, figura indimenticabile del volontariato locale: chi l’ha conosciuto lo descrive come un uomo di rara generosità e di inesauribile buonumore, che per decenni ha intrecciato la propria vita con quella del paese in modo così profondo da diventarne, a tutti gli effetti, parte dell’anima collettiva.

Per lunghi anni Giancarlo ha guidato con dedizione e passione l’Associazione Casalodi – Anziani per gli altri, portandone il nome con orgoglio e traducendo ogni giorno il motto in azione concreta. Non era un presidente da scrivania: era tra la gente, presente nelle piccole cose quotidiane come nelle iniziative più impegnative, sempre con quella disponibilità naturale che non ha mai chiesto nulla in cambio. Sotto la sua presidenza l’associazione è diventata un punto di riferimento affettivo per molti anziani e per l’intera comunità, uno spazio in cui la solidarietà non era un programma ma una pratica vissuta.

C’è un filo rosso — o meglio, un filo di strada bianca — che attraversa tutta la vita di Giancarlo: la passione per il ciclismo. Passione vera, viscerale, di quelle che non si spiegano ma si riconoscono subito negli occhi di chi ce l’ha. Fu tra i fondatori del Gruppo Ciclistico di Casaloldo, contribuendo a dare forma e struttura a una realtà che avrebbe coinvolto generazioni di appassionati. Non si fermò lì: fu anche tra i padri fondatori del Miciochiese Ciclismo, portando con sé quella stessa energia organizzativa e quella cura per il dettaglio che lo distinguevano in ogni cosa che faceva.

Nel ruolo di direttore di gara seppe unire rigore e umanità, garantendo che ogni manifestazione fosse ben condotta e vissuta nello spirito giusto: quello della festa, della fatica condivisa, del rispetto reciproco tra atleti e comunità. Quante pedalate accompagnate, quante partenze date, quante mattine di gara in cui la sua voce e la sua presenza erano il segnale che tutto sarebbe andato bene.

Dalle radici contaadine Giancarlo aveva tratto il meglio: il senso del sacrificio, la gratitudine per ciò che si ha, la consapevolezza che nulla è dovuto e tutto va meritato con impegno e con cuore. Quella memoria non lo rendeva malinconico. Al contrario: sembrava essere la fonte segreta della sua allegria, di quel carattere solare e positivo che chiunque gli sia stato vicino ricorda come un dono. Giancarlo aveva il raro talento di far sentire le persone accolte, importanti, parte di qualcosa.

Definire Giancarlo Pelligri un volontario è giusto ma non basta. Il volontariato, per lui, non era un’attività fra le altre: era la grammatica con cui leggeva il mondo, il modo naturale di stare nella comunità. Anni e anni di servizio discreto, di presenze silenziose nei momenti che contano, di mani tese senza aspettare che venissero chieste.

Casaloldo ha perso uno dei suoi figli più autentici: uno di quegli uomini che non fanno notizia mentre vivono, ma la cui assenza si sente subito, come si sente il silenzio quando smette di suonare una campana che dava il ritmo alle giornate. Tutta la comunità di Casaloldo si è stretta attorno alla famiglia di Giancarlo, esprimendo il proprio cordoglio.