MANTOVA – “Abitare il futuro”, tra co-housing e housing sociale per permettere ai giovani di uscire di casa e iniziare un percorso di indipendenza: è questo il concetto alla base dell’incontro-aperitivo organizzato dal gruppo giovani del Pd di Mantova, che si è tenuto questa sera al BaRio, in via Grazioli.
Pietro Casari e Andrea Negretti, entrambi candidati al Consiglio comunale per il Pd e studenti universitari, hanno presentato dati e slide illustrando la loro visione sul futuro abitativo della città, indicando anche alcune aree attualmente abbandonate sulle quali si potrebbe intervenire.
“Il nostro progetto ha come obiettivo quello di individuare soluzioni affinché i giovani, residenti e non, possano raggiungere l’indipendenza abitativa e uscire dal nucleo familiare – spiega Casari – trovando opportunità che consentano loro di costruire una famiglia e immaginare un futuro nell’abitare la città. Vorremmo portare a Mantova più residenti under 36, una categoria che oggi si trova in difficoltà, sostenendola concretamente”.
Un evento, quello di questa sera, che ha posto l’attenzione sui dati italiani nel confronto con il resto d’Europa, entrando poi nel dettaglio della realtà mantovana, facendo il punto su quanto è stato realizzato e su ciò che si potrebbe ancora sviluppare. Tra i progetti citati, “Abitare Borgochiesanuova” e “Benvenuti in città”.
“Per noi è importante portare avanti i due bandi già attivati, che hanno dato ottimi risultati – spiega Negretti – chiediamo quindi che vengano riproposti e incrementati, individuando nuovi spazi per permettere anche ai giovani provenienti da città vicine di considerare Mantova come un luogo in cui vivere. Allo stesso tempo, vogliamo rendere la città più competitiva anche rispetto ai grandi centri urbani, puntando sullo sviluppo dell’università”.
Tra le nuove proposte emerge un modello di co-housing e social housing. “Le misure attualmente presenti sul territorio sono utili per una fascia di persone che hanno già una certa indipendenza economica, tra i 25 e i 35 anni – spiegano – ma vorremmo introdurre strumenti capaci di abbassare questa soglia, coinvolgendo anche i giovani tra i 18 e i 25 anni che non hanno ancora un’indipendenza economica e non lavorano, ma che vedono in Mantova un’opportunità per costruire il proprio futuro”.
Il co-housing e il social housing si inseriscono proprio in questa prospettiva, creando spazi condivisi in cui i giovani possano vivere insieme con il sostegno del Comune, restituendo alla comunità quanto ricevuto attraverso attività di servizio civile e iniziative di supporto alla città, come primo passo verso una vita autonoma.
Tra le aree individuate per possibili interventi figurano l’ex caserma Curtatone-Montanara, una parte dell’ex ceramica non ancora riqualificata e uno stabile di proprietà di Tea in via Concezione: luoghi oggi abbandonati e lasciati all’incuria che potrebbero essere recuperati e riutilizzati in modo efficace che nella presentazione hanno trovato spazio insieme ad un esempio di come potrebbe essere la riqualificazione.
A chiudere l’incontro è stato il candidato sindaco Andrea Murari, che ha ribadito il ruolo centrale dei giovani che scelgono di mettersi a disposizione della collettività, intercettandone i bisogni e facendosene portavoce attraverso la buona politica.
Affiti per studenti, Bassi: “Costi alti, contratti non registrati e case inesistenti”
Da anni impegnato sui temi della casa e della tutela dei consumatori, l’avvocato e consigliere comunale del Partito Democratico Giorgio Bassi accende i riflettori sull’emergenza abitativa che colpisce in particolare i giovani e gli studenti universitari a Mantova.
“Nella mia esperienza professionale – ha spiegato – ho riscontrato una certa anarchia nella gestione dei contratti di locazione per studenti universitari. Penso ad alcune situazioni concrete che ho seguito personalmente: due studentesse, una indiana e una francese, iscritte al polo di Mantova del Politecnico. In un caso il contratto non era nemmeno registrato, nell’altro era stato tutto firmato con i pagamenti già effettuati, tra depositi cauzionali e mediazioni d’agenzia per circa 3.800 euro, ma l’appartamento non era disponibile”.Una situazione che Bassi definisce “intollerabile”, con richieste economiche elevate e pratiche scorrette. La ragazza in questione aveva dovuto sborsare ulteriori soldi per una situazione provvisoria. Parte significativa delle responsabilità è da attribuire anche ad agenzie che non operano in modo corretto. Oggi si affittano case a circa 500 euro a posto letto: la casa è diventata oggetto di speculazione, bisogna tornare a una vera politica abitativa”.È necessario, secondo Bassi “creare sportelli informativi gratuiti per i giovani, affinché possano orientarsi e conoscere i propri diritti. In prospettiva, bisogna incentivare la locazione da parte dei privati a condizioni sostenibili e nel rispetto delle norme. Ben vengano, dunque, le iniziative del Comune per le case destinate agli studenti e il lavoro per rafforzare l’attrattività dell’università mantovana. Ma serve un’azione più ampia e strutturale”.


























