SUZZARA – Il Premio Suzzara porta in Romagna venticinque capolavori della propria collezione, protagonisti di due importanti progetti espositivi che raccontano la pittura romagnola e la grande stagione dei premi artistici del secondo dopoguerra.
Per l’estate sono previsti due prestigiosi prestiti dal Museo Galleria del Premio Suzzara: la “Natura morta povera” di Giulio Ruffini (1955-56) e il “Viaggio di notte” di Alberto Sughi (1956) saranno esposti a Ravenna, mentre a Cervia una selezione più ampia documenterà l’intera collezione all’interno di una mostra dedicata ai premi artistici del dopoguerra.
Ruffini e Sughi rappresentano due figure centrali dell’area romagnola nella collezione suzzarese: il primo, ravennate, capace di unire realismo e quotidianità popolare; il secondo, cesenate, tra i più intensi interpreti del realismo italiano del dopoguerra, riconosciuto dal Premio Suzzara come voce autorevole della condizione umana e sociale del tempo.
La mostra “Pittura in Romagna” (Ravenna, Palazzo Rasponi dalle Teste, 6 giugno–19 luglio 2026) rende omaggio a Raffaele De Grada, critico e intellettuale che fu membro della giuria del Premio negli anni d’oro. A Cervia, ai Magazzini del Sale (10 luglio–16 agosto 2026), l’esposizione “L’arte dei Premi” celebrerà i Premi Campigna, Faenza MIC, Marina di Ravenna e Suzzara, ricostruendo la stagione culturale che tra gli anni Quaranta e Sessanta animò il Paese.
I prestiti confermano la rilevanza nazionale della collezione civica di Suzzara, oggi forte di quasi mille opere e riconosciuta come uno degli archivi visivi più coerenti dell’iconografia del lavoro nel Novecento. La Galleria del Premio Suzzara continua a svolgere un ruolo attivo nella ricerca, nel prestito e nella valorizzazione del proprio patrimonio, collaborando con istituzioni culturali in tutta Italia.
«Questi prestiti rappresentano per noi molto più di un atto amministrativo – dichiara Stefano Rosselli, Assessore alla Cultura – sono la dimostrazione che la collezione del Premio Suzzara continua a essere viva, richiesta, capace di dialogare con il territorio e con la storia. Che le opere del Suzzara vengano esposte in contesti che riflettono sulla grande stagione dei premi del dopoguerra ci riempie di orgoglio. Il Premio Suzzara non è un archivio chiuso: è un patrimonio che appartiene all’Italia intera».















