MANTOVA – La notizia era stata parzialmente anticipata dalla stampa locale nei giorni scorsi, ora è ufficiale: il Progetto Hymantovalley è ripartito con il partnermeeting tenutosi il 14-15 aprile a Bolzano. I 22 partner (sei in più rispetto alla precedente compagine) si sono confrontati per dare corso alle attività concordate con la Commissione Europea dopo la rimodulazione del progetto, che resta sotto la guida della Provincia di Mantova con Agire – società in-house di Palazzo di Bagno per la gestione delle energie rinnovabili – in veste di braccio operativo. Come è noto, l’iniziativa mira a creare un ecosistema completo per la produzione, distribuzione e utilizzo di idrogeno rinnovabile, con l’obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti nei settori civile, industriale e dei trasporti in Valle Padana.
Dopo il via libera della Commissione Europea, il progetto – ora esteso fino al 31 ottobre 2027 – riparte con un consorzio rafforzato, che conta 22 partner tra aziende e istituzioni provenienti da quattro Paesi UE. L’investimento complessivo è di circa 9 milioni di euro, cofinanziato al 70% dal programma europeo I3. Il meeting di Bolzano ha segnato il passaggio alla fase operativa, con indicazioni tecniche su gestione e rendicontazione e con il coinvolgimento diretto dei nuovi partner industriali. La strategia, ribadita dalla Provincia di Mantova, punta a trasformare il porto di Valdaro in un hub energetico europeo basato sull’idrogeno e sull’integrazione tra strada, ferrovia e acqua.
Sul piano applicativo, il progetto entra nel vivo con interventi concreti: dallo sviluppo di trasporti a emissioni zero – tra cui imbarcazioni, locomotive e sistemi avanzati per il trasporto dell’idrogeno – fino a soluzioni innovative in ambito agricolo e logistico, come serre sostenibili e mezzi aziendali alimentati a idrogeno. Parallelamente si lavora anche sull’introduzione dell’idrogeno nel teleriscaldamento urbano. Accanto alla dimensione tecnologica, resta centrale l’impatto sociale e ambientale: l’idrogeno viene indicato come leva strategica per la sicurezza energetica e la resilienza del territorio, soprattutto in un’area come la Pianura Padana, tra le più inquinate d’Europa. L’obiettivo finale è trasformare Hymantovalley in un modello replicabile a livello europeo, capace non solo di ridurre le emissioni ma anche di generare nuove competenze e opportunità economiche attraverso un polo di ricerca applicata dedicato.

















