MANTOVA – Il mercato immobiliare mantovano si conferma in buona salute sul fronte residenziale, mentre il comparto commerciale mostra segnali più articolati, con valori stabili ma tempi di vendita più lunghi. È il quadro che emerge dall’analisi di Francesco Davalli e Massimo Fostini, alla guida di Fimaa Confcommercio Mantova.
Negli ultimi dodici mesi il settore residenziale ha fatto registrare risultati positivi, con un aumento medio dei valori intorno al 6% sia a livello nazionale sia provinciale. In Italia le compravendite hanno raggiunto quota 770mila, circa 4mila nel Mantovano, di cui 860 nel solo capoluogo. A crescere sono anche i prezzi: nell’ultimo anno l’incremento medio si è attestato attorno al 3,5%, portando il valore medio a Mantova a 1.611 euro al metro quadrato nel 2025.
Tra le principali tendenze si evidenzia una crescente distanza tra immobili nuovi e usati. Le abitazioni di recente costruzione risultano sempre più richieste, mentre l’usato sconta i costi elevati di ristrutturazione. La domanda si concentra in particolare sui trilocali, meglio se dotati di spazi esterni, inseriti in contesti ben serviti e con buone prestazioni energetiche, un fattore sempre più determinante anche per contenere le spese di gestione.
Maggiori difficoltà si registrano invece per gli immobili di grandi dimensioni e più datati, così come per i monolocali, che evidenziano una domanda più debole.
Nel comparto commerciale la situazione appare più complessa. I valori restano sostanzialmente stabili, ma si allungano i tempi necessari per concludere le trattative. In provincia un negozio si attesta mediamente intorno ai 1.400 euro al metro quadrato, che salgono a circa 1.500 euro in città, con punte più elevate nelle zone di pregio.
Resta inoltre significativa la presenza di locali sfitti, a fronte di una domanda più selettiva. Gli uffici mostrano una tenuta migliore rispetto ai negozi, con valori medi compresi tra 1.200 e 1.300 euro al metro quadrato in provincia e tra 1.400 e 1.500 euro in città. Più penalizzati gli spazi datati o inseriti in contesti misti, anche se si registra una crescente attenzione verso interventi di riqualificazione.
Per quanto riguarda il segmento produttivo, i capannoni presentano valori molto variabili: si parte da circa 300 euro al metro quadrato per le strutture più datate fino ad arrivare a circa mille euro per gli immobili nuovi. A incidere sulle dinamiche del mercato sono anche i cambiamenti nei modelli di consumo e lavoro. L’e-commerce continua a influenzare il comparto commerciale e le scelte di investimento, mentre lo smart working, superata la fase emergenziale legata alla pandemia, non sembra aver prodotto effetti rilevanti sul mercato degli uffici.

















