Pd Porto attacca l’amministrazione: “Uscire dal sistema provinciale dei rifiuti ha prodotto solo costi”

PORTO MANTOVANO – Si accende il confronto politico a Porto Mantovano sulla gestione dei rifiuti, dopo la decisione dell’Amministrazione comunale di uscire dal sistema provinciale. A intervenire è il Partito democratico di Porto Mantovano, che critica duramente la scelta, indicando già un primo effetto concreto: un costo diretto per i cittadini.

Secondo quanto evidenziato dai dem locali, per avviare una gara autonoma il Comune prevede una spesa di almeno 45mila euro in consulenze tecniche e amministrative, cifra che verrà coperta attraverso la tariffa e che, sottolineano, è destinata con ogni probabilità a crescere. “Non un investimento sul servizio – è la posizione del Pd – ma il costo per smontare un sistema che già esisteva”.

Nel mirino finisce soprattutto l’uscita da una gestione condivisa con oltre 50 Comuni, garantita da una realtà ritenuta solida come Mantova Ambiente. Una scelta, viene rimarcato, che sarebbe stata adottata senza dimostrare con dati concreti un effettivo vantaggio economico per i cittadini.

Le critiche non si fermano qui. Il Pd contesta anche l’abbandono del percorso che avrebbe consentito di mettere in sicurezza SIEM e di rendere più efficiente l’intero ciclo dei rifiuti. Al posto di questo assetto, la nuova impostazione viene definita come una scelta isolata, che trasferisce sul Comune – e quindi sulla collettività – rischi, costi e incertezze.

“Il punto politico è semplice – sintetizzano i dem –: si rompe un modello collaudato senza avere un’alternativa più conveniente e senza fornire dati trasparenti ai cittadini”. Ad oggi, aggiungono, “l’unica certezza sono 45mila euro di consulenze”, mentre tutto il resto viene descritto come un’operazione “costruita senza numeri e senza garanzie”.

Da qui l’affondo finale: “Se questa è autonomia amministrativa, è un’autonomia che si paga, e profumatamente”.