MANTOVA – I risultati del voto a Mantova non sono ancora definitivi ma, stante alla situazione attuale, è ben difficile che il Movimento 5 Stelle possa entrare in Consiglio comunale. Quando mancano 9 sezioni da scrutinare su 46 il M5S è infatti all’1,34% molto lontano dallo sbarramento del 3% che servirebbe per eleggere un consigliere. Il candidato sindaco Mirko Gragnato già nel pomeriggio ha rilasciato però un commento al voto con alcune indicazioni ben precise. “L’astensionismo è il partito che ha vinto queste elezioni”, ha detto in prima battuta.
“Il vero avversario della politica oggi non è l’altra coalizione o l’altro candidato, ma l’astensionismo – ha affermato -. La partecipazione democratica non dovrebbe limitarsi alla scelta di un candidato o di una lista, che sia civica o di partito: anche il non scegliere andrebbe accompagnato e compreso come espressione politica consapevole. Ci dimentichiamo spesso del significato della scheda bianca. Se una parte di chi oggi si astiene decidesse invece di presentarsi al seggio ed esprimersi con una scheda bianca, il messaggio sarebbe molto diverso: sarebbe una partecipazione critica, non una rinuncia. È interessante ricordare che nelle elezioni del Presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato, nei primi scrutini si registrano spesso centinaia di schede bianche. È uno strumento democratico che concede tempo, riflessione, confronto. Forse dovremmo interrogarci di più anche sul valore di questi strumenti nella cultura politica del Paese”.
Ed ha continuato: “Purtroppo in Italia manca ancora una diffusa consapevolezza sul funzionamento del processo democratico. Faccio un esempio semplice: io non conosco le regole del burraco e quindi non gioco a burraco. Come possiamo pretendere che le persone partecipino pienamente alla democrazia se spesso non ne conoscono le regole, gli strumenti e le possibilità? A 18 anni si riceve automaticamente la tessera elettorale, ma quasi nessuno spiega davvero ai giovani come si vota, quali sono le modalità, quali differenze esistono tra preferenze, scheda nulla, scheda bianca o astensione. Basti pensare che i manuali predisposti dagli uffici elettorali riportano decine e decine di esempi pratici su come esprimere correttamente il voto”.
“Non basta invitare i cittadini ad andare alle urne – ha concluso Gragnato -. Serve costruire cultura democratica, fornire strumenti, conoscenza e consapevolezza. Il voto è un meccanismo al servizio dei cittadini, non un rito burocratico. Non può esistere una democrazia forte senza una vera educazione alla democrazia. Un pensiero va, infine, a tutti coloro che hanno scelto di partecipare, indipendentemente dal voto espresso: ogni democrazia vive della fiducia e del coinvolgimento dei propri cittadini”.
Fiorenzo Cariola

















