“Lo fa con una targa affissa ora sul suo scranno, in attuazione dell’ordine del giorno presentato dal collega Dori in occasione dell’approvazione del bilancio interno della Camera e accolto all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza. Quelle parole risuonano ancora oggi come un accorato appello in difesa della libertà contro qualsiasi deriva autoritaria – ha proseguito –. Ma Matteotti quel giorno non denunciò solo i brogli e i soprusi delle elezioni di aprile del 1924. Fece molto di più. Smascherò a viso aperto il clima di intimidazioni, aggressioni e prevaricazioni condotte dal fascismo per soffocare ogni voce dissenziente. Matteotti fu tra i primi a comprendere con lucidità la grave minaccia che incombeva sulle Istituzioni democratiche e sulle libertà civili e politiche. Individuò nello squadrismo il braccio armato di un regime spregiudicato, che impediva la libera espressione della sovranità popolare. E accusò apertamente il governo mussoliniano di fondare il proprio consenso sull’uso sistematico della violenza. Il tragico epilogo di quella vicenda è scolpito a chiare lettere nella memoria collettiva del nostro Paese. E ci ricorda che il sacrificio di uomini valorosi come Giacomo Matteotti non fu vano”.
“Alla loro tenacia e alla loro intransigenza morale dobbiamo la rinascita dell’Italia dopo il lungo ventennio di dittatura. La società democratica dei nostri giorni è figlia delle scelte coraggiose di chi ci ha preceduto. Riflettere su pagine così buie della nostra storia, a distanza di un secolo, non è un semplice esercizio commemorativo. E’ un richiamo a custodire quei valori inviolabili di giustizia, libertà e dignità umana che alimentano le radici della nostra convivenza civile”, ha concluso Fontana.
– Foto ufficio stampa Camera dei deputati –
(ITALPRESS).

















