I segreti della Minciomarcia secondo Ferrarini (Quisport): “longevità e un format adatto a tutti”

MANTOVA – Un evento podistico, ma soprattutto una grande festa che unisce la cittadinanza e le permette di godere degli spazi di Mantova da una prospettiva diversa, ciascuno con la propria andatura. La Minciomarcia torna a Mantova sabato 6 giugno e si rinnova quello che è a tutti gli effetti un grande rito collettivo: 5 chilometri di percorso nel cuore della città e tutt’attorno, prima e dopo, la musica e l’intrattenimento in una piazza Sordello aperta anche a chi non si cimenta nel tragitto. In vista dell’appuntamento di sabato abbiamo rivolto alcune domande al Presidente di Quisport Gianpaolo Ferrarini.

Da quanti anni organizzate la Minciomarcia?

Come Quisport sono più di trent’anni, dagli anni Novanta. La Minciomarcia nasce nel 1972, però all’inizio era il Comune di Mantova a organizzare. Poi ci sono state varie vicissitudini e noi siamo entrati all’inizio di quel decennio e da allora l’abbiamo gestita direttamente come Quisport.

Qual è, secondo lei, il segreto del successo della Minciomarcia?

Il successo della Minciomarcia consiste nel fatto che, a livello nazionale, è stata tra le prime a nascere come stracittadina. Penso che ce ne siano due o tre che anno la stessa longevità. Tutte le altre si veleggiano attorno alle 40-45 edizioni: penso alla Strabologna, alla Stramilano, arrivate molto dopo di noi. Negli anni Novanta non c’era più partecipazione, non c’era più gente. Noi abbiamo iniziato con tutte le Amministrazioni che si sono susseguite da Genovesi ai giorni nostri e tutti hanno accolto il nostro format e la nostra collaborazione come Quisport.

Parliamo dell’edizione di quest’anno: ci sono novità a livello di tracciato?

No, è tutto uguale rispetto al passato, sono sempre cinque chilometri e ad oggi vantiamo già migliaia di iscritti. A pochi giorni dall’appuntamento, il trend mi pare molto positivo.

Quest’anno il logo della Minciomarcia rappresenta un particolare della Stanza del Sole. Come nasce la collaborazione con Palazzo Ducale?

Negli ultimi anni abbiamo scelto di legare l’evento alla storia e alla cultura della città. L’anno scorso abbiamo celebrato i 500 anni di Palazzo Te, quest’anno siamo passati grazie alla collaborazione con il dottor Stefano L’Occaso (Direttore del Museo, ndr) a Palazzo Ducale. La storia della città che sposa l’evento, e l’evento che si appropria un po’ di quella che è la tradizione e la cultura, oltre che l’arte, di Mantova. Perciò abbiamo questo binomio: camminata da un lato, storia e cultura dall’altro.