QUINGENTOLE – Una situazione che definire drammatica è riduttivo. L’Associazione 4Zampe nel Cuore Italia ODV, attraverso la voce della presidente Daniela Doffini, denuncia pubblicamente quanto accaduto in un presunto allevamento della provincia di Mantova: un luogo che, per condizioni igieniche e gestione, non può essere chiamato in altro modo se non “un porcile”.
L’abbandono: 24 cani lasciati morire
«Mi ritrovo costretta a parlare – afferma Doffini – perché ciò che ho visto in questi giorni non può essere taciuto». La proprietaria della struttura si sarebbe allontanata circa dodici giorni fa, lasciando 14 cani di piccola taglia chiusi in casa e altri 10 rinchiusi in un pollaio, tutti senza microchip.
Per quasi due settimane, la presidente ha raggiunto quotidianamente il luogo per garantire almeno cibo, acqua e un minimo di igiene, tentando di tamponare una situazione che peggiorava di ora in ora.
Il ritrovamento del cane morto e la decisione di agire
Il 4 giugno, alle 9 del mattino, Doffini trova un cane deceduto. «In quel momento ho capito che, se nessuno fosse intervenuto seriamente, avrei dovuto fare tutto da sola. Non potevo più assistere a quello strazio».
Il giorno successivo, dopo numerose telefonate, arriva finalmente la svolta: alle 7 del mattino il Comandante dei Carabinieri della Stazione di San Giacomo delle Segnate risponde e prende in carico la segnalazione.
«Durante la telefonata – racconta Doffini – non ho percepito esitazioni. Mi ha detto solo: “Quanto tempo le serve per essere sul posto?” E io ho risposto: “Il tempo di partire.”»
Il salvataggio: 24 vite portate via dal degrado
Nel frattempo l’associazione aveva già allertato una struttura disponibile ad accogliere i cani e le Ambulanze Veterinarie Azzurre Mantova, definite da Doffini «i miei angeli custodi».
Alle 10.30 del 5 giugno, tutti i cani vengono finalmente portati fuori da quel tugurio. «In quel momento – dice la presidente – ho ricominciato a respirare e a vivere dignitosamente».
“Basta telefonate, basta chiacchiere: il rispetto viene prima di tutto”
Doffini denuncia anche il clima di ostilità e pettegolezzo che si è creato nel paese: «Sto ricevendo telefonate, insulti, ricostruzioni da film e giornalismo da bar. Non mi danno tregua. Ma quando ci troviamo davanti a episodi del genere, che purtroppo esistono in ogni paese, si affrontano con serietà. Non accusando le associazioni di stare a guardare».
E aggiunge un passaggio che pesa come un macigno: «Il rispetto verso gli animali viene prima di tutto. Non si cerca di approfittare della situazione per avere un cane di razza gratis».

















