(Adnkronos) – “Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore”, sono parole ”inaccettabili” e ”non degne di un ministro”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, commentando le parole pronunciate dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele dopo che la procura di Roma lo ha indagato per il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla.
“Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell’Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica: sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro”, ha detto Tajani commentato le parole di Ben Gvir, che ieri ha detto “il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte”. “L’Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace”, per cui ”respingiamo qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare il nostro Paese”, ha aggiunto Tajani.
Quanto ai due connazionali detenuti a Bengasi”ho dato disposizione ai nostri rappresentanti diplomatici in Libia di rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la rapida liberazione dei nostri due connazionali detenuti a Bengasi”. ”Ci sono interlocuzioni in corso che hanno già portato a un miglioramento delle loro condizioni di detenzione”, ha spiegato il ministro. “Non sono stati ancora formalizzati i capi di accusa nei loro confronti, quindi continuiamo a lavorare perche’ siano liberati il prima possibile. Proprio oggi e’ in programma una nuova udienza di fronte al procuratore libico”, ha aggiunto Tajani.
Il vicepremier ha parlato anche della situazione in Iran. Sono ”trattative difficili” quelle in corso con gli Stati Uniti, ma ”lo spazio della diplomazia va perseguito fino in fondo” e ”il governo lavora per sostenere un accordo il prima possibile”. ”Speriamo che le dichiarazioni di Stati Uniti e Iran che fanno intravedere un accordo a breve possano corrispindere alla realtà dei fatti”, ha aggiunto.
”Nel fine settimana le crisi nel Golfo, in Libano, hanno attraversato un difficile tornante, dopo che l’Iran ha di nuovo lanciato una serie di missili verso Israele, provocando la risposta di Tel Aviv. Auspichiamo che la logica della descalation si consolidi, monitoriamo, minuto per minuto, sia dal punto di vista degli scenari di crisi, sia per la sicurezza dei nostri connazionali. Per questo ieri ho subito riunito l’unità di crisi del ministero, i nostri ambasciatori nella regione, per un aggiornamento operativo”, ha spiegato il titolare della Farnesina.
”L’Italia è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell’accordo tra Iran e Stati Uniti”, ha dichiarato quindi precisando ”Voglio ribadire che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte torneremo in Parlamento per chiedere l’autorizzazione del Parlamento”.
Tajani ha parlato anche dell’Ucraina e del suo futuro: “Naturalmente, è in Europa. E’ un obiettivo che sosteniamo con convinzione, ma che deve venire nel quadro di un percorso basato sul merito, senza creare disparità di trattamento con gli altri Paesi candidati, in particolare i Paesi dei Balcani”. ”Il sostegno a Kiev resta una priorità del governo” italiano e ”sosteniamo ogni sforzo negoziale, in stretto coordinamento con i partner del G7 e dell’Unione Europea per arrivare a una pace giusta e duratura. Ogni canale diretto di interlocuzione è un fatto positivo che va incoraggiato”, ha detto ancora aggiungendo che ”però la Russia deve dimostrare di volersi sedere in buona fede al tavolo dei negoziati”. Tajani ha aggiunto che ”purtroppo, i segnali che continuano a venire da Mosca non vanno assolutamente nella direzione del dialogo”.
“Il governo italiano è a fianco dell’Ucraina anche sul fronte delle riforme e della lotta alla corruzione, anche attraverso la disponibilità della nostra Guardia di Finanza a contribuire alla formazione delle strutture ucraine specializzate nella lotta alla corruzione”, ha ricordato. E ”in prima linea nel processo di ricostruzione del Paese, una sfida in cui il sistema Italia sta mettendo a disposizione il proprio know-how, le proprie competenze e tecnologie. Con la delibera missioni stanzieremo altri quaranta milioni di euro destinati in particolare alle infrastrutture energetiche, bersaglio sistematico degli attacchi russi, e allo sminamento dei territori liberati, condizione indispensabile per il ritorno della popolazione e la ripresa delle attività”, ha dichiarato ancora il vicepremier. ”Poche settimane fa il comitato congiunto della cooperazione e lo sviluppo ha voluto stanziare cinquanta milioni per un importante progetto, a cui tengo molto, per sostenere le famiglie le cui abitazioni sono state distrutte dai bombardamenti russi. Quindi il nostro è diventato sempre più il sostegno concreto per tante famiglie ucraine che ci sono care”, ha sottolineato.


















