Disabilità e autonomia, successo a Roverbella per l’incontro promosso da coop “La Quercia”

ROVERBELLA – Una riflessione sul significato della vita adulta per le persone con disabilità, sul ruolo della comunità e sulle opportunità necessarie per costruire percorsi di autonomia e inclusione. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Ogni abilità conta. Diversi, non distanti”, svoltosi ieri a Roverbella nell’ambito della rassegna culturale “Maggio in Villa – Giugno musicale”, promossa dalla cooperativa La Quercia e da Kosme.

A guidare la serata è stato il dottor Luciano Pasqualotto, docente di Pedagogia Speciale all’Università di Verona e direttore di Educare.it, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul passaggio all’età adulta e sulle condizioni necessarie affinché ogni persona possa realizzare il proprio progetto di vita.

In apertura sono intervenuti Alberto Mori, responsabile dell’area disabili della cooperativa La Quercia, Marco Casappa, amministratore delegato di Kosme, e l’assessore comunale Genny Ferro. Mori ha sottolineato la necessità di superare una visione esclusivamente assistenziale della disabilità, concentrandosi invece sugli elementi che rendono piena una vita adulta: la possibilità di scegliere, costruire relazioni significative, sentirsi utili e immaginare il proprio futuro.

Dopo la proiezione del video “Progetto di vita come pari opportunità”, Pasqualotto ha evidenziato come spesso il principale ostacolo non sia la mancanza di capacità, bensì la scarsità di occasioni per metterle in pratica. Il pedagogista ha richiamato l’attenzione sui rischi più frequenti nel percorso di crescita delle persone con disabilità, tra cui l’iperprotezione, le aspettative ridotte, le limitate esperienze sociali e la difficoltà di immaginare il futuro.

Attraverso domande e spunti di riflessione, il relatore ha approfondito quelli che ha definito i motori della vita adulta: autodeterminazione, relazioni significative, lavoro, partecipazione sociale, indipendenza abitativa e assunzione di ruoli all’interno della comunità.

Particolarmente apprezzate le testimonianze portate durante la serata. Stefano, frequentatore del centro socio educativo della Quercia, ha raccontato come l’esperienza lavorativa in Kosme gli abbia consentito di sentirsi parte di un contesto e di ottenere riconoscimento. Pina, genitore, ha condiviso il percorso verso l’autonomia abitativa del figlio, tra timori iniziali e nuovi equilibri raggiunti. Martina, studentessa universitaria con una significativa limitazione motoria, ha invece parlato dei propri sogni, delle difficoltà incontrate e delle opportunità che le hanno permesso di diventare protagonista della propria vita.

Spazio anche alle esperienze di inclusione nel mondo del lavoro raccontate da Stefania Montù del negozio Tezenis, da Marco Flisi, responsabile del magazzino alimentare dell’Associazione Abramo della Caritas di Mantova, e da Tamara Porta, dipendente Kosme, che hanno illustrato l’inserimento dei ragazzi della cooperativa La Quercia nelle rispettive realtà lavorative.

Ampio spazio è stato dedicato anche al decreto legislativo 62/2024, che pone al centro desideri, aspettative e opportunità di vita della persona. Pasqualotto ha ribadito come il Progetto di Vita non debba limitarsi all’organizzazione dei servizi, ma debba diventare uno strumento per costruire concrete possibilità di crescita e partecipazione.

La serata si è conclusa con una riflessione condivisa sul ruolo dell’intera comunità – famiglie, scuole, servizi, associazioni, imprese, parrocchie, amministrazioni e cittadini – nella costruzione di percorsi inclusivi. Un invito a cambiare prospettiva, sostituendo la domanda su ciò che una persona con disabilità non potrà fare con quella su ciò che potrà diventare se sostenuta dalle condizioni adeguate.