Gonzaga si ferma per Riccardo: gli amici, Lucia e quel vuoto impossibile da colmare

GONZAGA – Una Basilica minore colma fino all’ultimo posto, un silenzio che pesava più dell’aria, un dolore che sembrava non trovare spazio sufficiente nei cuori di chi era presente. Così, questa mattina, la comunità di Gonzaga ha dato l’ultimo saluto a Riccardo Franzoni, 21 anni, morto sul lavoro nel tragico incidente dell’11 giugno a Brugneto di Reggiolo.

Il feretro, coperto da fiori bianchi, con sopra un pallone, il suo cappellino da caccia e la sciarpa dell’Union Villa era avvolto anche dagli sguardi increduli della gente che si è stretta  ai genitori, alla fidanzata Lucia, ai parenti, e agli amici, i colleghi del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga, i compagni dell’ITS Academy Agroalimentare di Mantova, i volontari della Croce Bianca di Quistello dove il padre Manuele aveva prestato servizio. Presenti anche il sindaco Elisabetta Galeotti, i dirigenti del Consorzio, i colleghi in maglia gialla, un gruppo di amici vestiti di nero, il presidente dell’Arci Laghi Margonara Tiberio Mondini.

La messa è stata concelebrata da don Sergio Barbieri, don Fabio Scutteri parroco di San Pio X (Mantova), don Valerio Canossa, parroco emerito di Gonzaga e dal diacono Franco Bortolotti.

L’omelia di don Barbieri: “Nella Bibbia l’opposto della morte è l’amore”

Le parole di don Barbieri hanno attraversato la chiesa come un abbraccio ferito ma necessario.

Ha parlato della fatica di capire, della rabbia, dello smarrimento, del diritto – persino nella fede – di lamentarsi con Dio. Ha citato il Libro delle Lamentazioni, ricordando che anche nella Scrittura esiste uno spazio per gridare il dolore, per dire: “Sono rimasto lontano dalla pace”.

Poi, con voce ferma ma commossa, ha aggiunto: “Dio accetta le nostre lamentele. Accetta che qualcuno oggi esca da qui dicendo ‘Basta, io non ci entrerò più’. Ma abbiamo un Tu a cui rivolgerci. Se non avessimo quel Tu, saremmo qui solo a portare Riccardo alla morte. Gesù non ci ha promesso che ci avrebbe evitato la morte, ma che può vincerla. Nella Bibbia l’opposto della morte non è la vita: è l’amore che rimane per sempre.”

Parole che hanno attraversato la Basilica come un filo di luce in una mattina troppo buia.

La lettera di Lucia: l’amore che resta

Tra i momenti più struggenti, la voce tremante della fidanzata Lucia, che ha letto una lettera capace di spezzare e allo stesso tempo riempire il cuore.

Ha ricordato gli occhi di Riccardo, il suo modo di guardarla, il gesto tenero di farsi sistemare il ciuffo ribelle prima di uscire, il cappellino da caccia che non voleva togliere mai. “Ti prometto che andrò avanti e che ti renderò fiero di me. Diventerò una bravissima dottoressa… anzi semplice infermiera, come mi dicevi per farmi arrabbiare. Ti amo immensamente. Tua Lucia”.

Gli amici: “Pippo, sarai sempre parte di noi”

Gli amici lo chiamavano Pippo. In trenta, vestiti di nero, hanno preso posto insieme, come facevano nelle serate che Riccardo amava. Nel loro messaggio, la voce della giovinezza ferita: “Non eri solo un amico, ma un punto di riferimento. Con te abbiamo scritto i capitoli più belli della nostra vita. La morte non può portarci via ciò che hai lasciato in ognuno di noi. Non te ne andrai mai davvero.”

Il Consorzio di Bonifica: “Riccardo era una persona autentica, generosa”

A parlare per il Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga è stata Anastasia Malacarne, con parole che hanno restituito la misura del giovane lavoratore che Riccardo era diventato. “Era con noi da pochi mesi, ma ha lasciato un segno profondo. Era serio, rispettoso, con la voglia di imparare. Aveva le qualità per diventare un guardiano idraulico, il ruolo più iconico e delicato del nostro ente.” Un ricordo professionale e umano insieme, che ha commosso colleghi e dirigenti.

ITS Academy: “Il tuo diploma lo consegneremo alla tua famiglia”

Simona Maretti, dell’ITS Academy Agroalimentare di Mantova, ha ricordato il percorso brillante di Riccardo, pronto a sostenere l’esame orale il giorno dopo la tragedia. “Non si può credere che un ragazzo così impegnato non torni più. Venerdì abbiamo esposto il tuo project work, quello che ti aveva portato all’assunzione. Faremo il possibile per consegnare il diploma alla tua famiglia. Mi sto chiedendo se tutto questo ci porterà qualcosa, credo di sì. Lo scopriremo, andando avanti”.

Un addio che diventa abbraccio collettivo

Durante la cerimonia due ragazzi, sopraffatti dall’emozione e dal caldo, hanno avuto un lieve malore e sono stati assistiti dai volontari della Croce Rossa e del Soccorso Azzurro. Un dettaglio che racconta quanto fosse intenso, quasi insostenibile, il clima emotivo nella Basilica.

Riccardo, un ragazzo che ha lasciato luce

Riccardo era un giovane uomo pieno di vita, di progetti, di gentilezza. Lo hanno ricordato così: con il sorriso, con la sua ironia, con la sua presenza discreta ma forte. Oggi Gonzaga ha pianto un figlio, un amico, un collega, un ragazzo che aveva appena iniziato a costruire il suo futuro. Ma, come ha detto don Barbieri, l’amore rimane. E nella memoria di chi lo ha conosciuto, Riccardo continuerà a vivere.