BOZZOLO – Si è conclusa a Bozzolo la Tre Giorni Mazzolariana con un incontro dedicato al rapporto tra don Primo Mazzolari e la figura di San Francesco d’Assisi. Don Primo presentato come un “francescano” del Novecento: un uomo che ripresenta il volto di Cristo nella povertà, nella fratellanza, nella ricerca della pace e del dialogo. Protagonista dell’appuntamento, ospitato nella chiesa di San Pietro, è stato il Cardinale Mauro Gambetti, intervenuto alla presentazione del libro “Francesco d’Assisi, un uomo libero”. L’evento ha visto la partecipazione di don Bruno Bignami e don Umberto Zanaboni, rispettivamente postulatore e vice postulatore della causa di beatificazione di don Primo Mazzolari. A introdurre l’incontro è stato Ildebrando Bruno Volpi, mentre la moderazione è stata affidata al professor Stefano Albertini.
Nel corso del pomeriggio sono stati approfonditi alcuni dei temi che accomunano il pensiero di San Francesco e quello di don Mazzolari: l’attenzione all’uomo, il rapporto con il creato, la dimensione della fede e il valore della pace. Particolare rilievo è stato dato ai richiami tra il Cantico delle Creature e il Diario di una primavera, opere nelle quali emergono sensibilità e riflessioni capaci di attraversare epoche diverse mantenendo una forte attualità. Gli interventi, come si legge in una nota della Diocesi di Cremona, hanno evidenziato l’attualità e la radicalità della lettura di Mazzolari su san Francesco, “spogliato” dalle incrostazioni agiografiche per rivelarne la portata rivoluzionaria: un testimone del Vangelo in una società orientata al potere e alla ricchezza, in sintonia con l’intuizione contemporanea di Papa Francesco e del messaggio dell’enciclica “Fratelli Tutti”. Il cardinale Gambetti ha infatti sottolineato un «“francescanesimo” radicale e pulito in Mazzolari», utile a cogliere l’essenziale dell’esperienza umana e spirituale di Francesco.
Tra i passaggi più significativi ricordati durante l’incontro anche quello dello storico confronto tra Francesco d’Assisi e il Sultano, assunto come esempio di dialogo, apertura e ricerca della pace tra culture e religioni differenti. Ampio spazio è stato dedicato inoltre ai temi della natura, della fraternità e della responsabilità dell’uomo nei confronti del creato. L’appuntamento si è concluso con un momento di preghiera per la pace, particolarmente partecipato dai presenti. Numerosa la presenza del pubblico, che ha seguito con attenzione anche l’incontro finale della manifestazione.


















