MOGLIA – Per i lettori di Mantovauno.it è ormai un appuntamento fisso annuale, ma la storia che raccontiamo quest’anno ha il sapore speciale delle grandi svolte. Fausto Bernardelli, mogliese doc e fiero ambasciatore del suo paese nel mondo del basket, si appresta a vivere una nuova, entusiasmante avventura con la Nazionale Italiana Master di pallacanestro (Italbasket Master).
Questa volta, però, non lo farà indossando la canotta da gioco, ma la divisa da capo allenatore.Dopo una gloriosa e longeva carriera da giocatore nelle categorie Over 40, Over 45 e Over 50, per Bernardelli è arrivata la chiamata più importante. Complice l’impossibilità del coach storico di proseguire nel suo percorso ricco di successi, a Fausto è stato proposto il grande salto: passare dall’altra parte della “barricata”.
«Ho accettato con un grandissimo orgoglio e un’emozione indescrivibile – confessa Bernardelli – Al tempo stesso ero ben consapevole della delicatezza di questo passaggio. Diventare l’allenatore di ragazzi che fino a pochi mesi fa – precisamente fino al meraviglioso bronzo conquistato ai Mondiali in Svizzera – erano i miei compagni di squadra, non era scontato. Significava trasformarsi da leader carismatico e morale dello spogliatoio a uomo delle decisioni, con tutte le responsabilità che ne conseguono».
I dubbi della vigilia sono stati però spazzati via fin dal primo raduno, scattato a ottobre 2025. Attraverso i ritiri mensili che hanno toccato Livorno, Firenze e Bologna, il nuovo coach ha trovato un gruppo straordinario:
«I ragazzi sono stati eccezionali. Hanno accettato subito e di buon grado il mio nuovo ruolo, dimostrando una disponibilità encomiabile».
Ora l’obiettivo si chiama Campionato Europeo 2026. L’Italia si presenta ai nastri di partenza con la consapevolezza del proprio valore, forte di un palmarès da brividi che vanta due titoli mondiali (oltre al bronzo svizzero) due argenti e due bronzi continentali. Una bacheca che poggia su uno zoccolo duro di atleti che giocano insieme addirittura dal 2013 e si conoscono a memoria, tra i quali Stefano Zudetich, Maurizio Giusti, Leonardo Busca, Andrea Sciarabba, Mirko Calanchi, e la medaglia d’argento olimpica Roberto Chaicig.
Il cammino europeo riserverà subito delle particolarità, a partire da un girone d’esordio singolare che vedrà l’Italia opposta a Cipro e al Mozambico (squadra africana presente grazie a una wild card). Per la corsa al titolo, i rivali saranno i soliti noti: la fisicità della Germania, il talento della Serbia e l’incognita della Grecia, che potrà contare sul calore del pubblico di casa.
«Andiamo all’Europeo con la voglia di fare il miglior risultato possibile», garantisce il coach. Nel bagaglio che Fausto Bernardelli porterà con sé in questa spedizione non ci sono però solo schemi e tattiche, ma le radici profonde di una vita intera.
«Il mio primo pensiero va sempre a Moglia, un paese che mi sostiene da sempre: prima come giocatore e adesso in questa nuova veste. Voglio dedicare questa avventura a chi ha segnato il mio percorso: il compianto professor Luigi Gualtieri e il mio primo allenatore Maurizio Pirondi. Saranno con me in panchina».
E per motivare la squadra, il neo-coach sa già a chi ispirarsi: «Ai miei giocatori parlerò del più grande giocatore mogliese di tutti i tempi, Bruno Fortichiari, mio personale grande esempio».
Infine, un ringraziamento speciale e colorato va a chi, da Moglia, non smette mai di farlo sentire a casa: «Un grazie enorme al mio gruppo WhatsApp della “Classe ’73” del paese. Sono sempre i primi a sostenermi in ogni avventura, in modo unico e caloroso». La panchina dell’Italia Over ha un nuovo timoniere. E Moglia, ancora una volta, è pronta a fare il tifo per il suo coach.


















