Versalis, Arpa: campionamenti per quattro giorni dopo la fine dell’emergenza. “Nessuna alterazione significativa”

MANTOVA – Intervento immediato sul luogo dell’incendio, monitoraggi proseguiti per quattro giorni anche dopo la fine dell’emergenza e nessuna alterazione significativa nei livelli di diossine e furani. È il bilancio tracciato da Arpa Lombardia a dieci giorni dal rogo che il 12 giugno scorso ha interessato lo stabilimento Versalis di Mantova. In una nota diffusa oggi, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ripercorre le attività svolte nelle ore successive all’incendio e nei giorni seguenti per verificare l’impatto dell’evento sulla qualità dell’aria e fornire informazioni tempestive alle autorità e alla popolazione.

“Attivata dai Vigili del Fuoco nelle prime fasi dell’emergenza, l’Agenzia è intervenuta sul posto in tempi rapidi con il personale specializzato del Dipartimento di Mantova-Cremona e dell’Unità Operativa Aria e Sistemi di Previsione e Dispersione degli Inquinanti”, spiega Arpa. Già nelle ore immediatamente successive all’evento sono stati installati due sistemi di campionamento ad alto volume in punti strategici del territorio, individuati sulla base delle condizioni meteorologiche e delle simulazioni modellistiche. Parallelamente, i tecnici hanno effettuato una mappatura della qualità dell’aria mediante strumentazione portatile, rilevando come, al di fuori delle immediate vicinanze dell’incendio, le concentrazioni degli inquinanti monitorati risultassero prossime o inferiori ai limiti di rilevabilità strumentale. Particolarmente significativo, sottolinea Arpa, è stato l’approccio prudenziale adottato nella gestione dell’emergenza. “Nonostante la cessazione dell’emergenza fosse stata dichiarata nella notte tra il 12 e il 13 giugno, l’Agenzia ha deciso di proseguire i campionamenti fino al 16 giugno, estendendo il monitoraggio oltre i tempi ordinariamente previsti, al fine di verificare eventuali ricadute residue sul territorio”.

Le analisi di laboratorio hanno riguardato i principali microinquinanti associati agli incendi di materiali plastici, con particolare attenzione a diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici (Ipa). I risultati hanno evidenziato l’assenza di alterazioni misurabili per quanto riguarda diossine e furani. “Le concentrazioni rilevate si sono mantenute ampiamente inferiori ai valori di riferimento indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Per quanto riguarda gli Ipa, e in particolare il benzo(a)pirene, unico composto normato della categoria, è stata osservata una modesta e temporanea alterazione della qualità dell’aria nelle prime ore dell’evento presso il sito di monitoraggio più vicino all’area interessata dall’incendio. Valori che, precisa Arpa, sono rapidamente rientrati a livelli non quantificabili già nei giorni successivi allo spegnimento.

L’attività svolta conferma l’efficacia del sistema regionale di monitoraggio ambientale e la capacità di Arpa Lombardia di garantire una risposta tecnica tempestiva, rigorosa e trasparente anche in situazioni emergenziali complesse“, si legge nella nota. Grazie all’integrazione tra monitoraggi sul campo, modellistica atmosferica e analisi di laboratorio, è stato possibile fornire alle istituzioni e ai cittadini “un quadro affidabile dell’impatto ambientale dell’evento, confermando il progressivo ritorno alle condizioni di normalità”. Arpa Lombardia conclude evidenziando come l’esperienza abbia confermato il ruolo dell’Agenzia quale presidio tecnico-scientifico a tutela dell’ambiente e della salute pubblica, capace di garantire monitoraggi tempestivi e informazioni trasparenti anche nelle situazioni più complesse.

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