MANTOVA – Caldo torrido, notti tropicali, temperature elevate e il timore che – nonostante la provvida gestione delle risorse idriche da parte dei consorzi di bonifica – la stagione irrigua rischi di concludersi anticipatamente frenano le semine dei secondi raccolti. Coldiretti Mantova sta monitorando attentamente lo scenario complessivo, nella consapevolezza che per un territorio a forte vocazione zootecnica i secondi raccolti sono più che strategici per l’approvvigionamento alimentare degli animali da reddito. Allo stesso tempo, l’incremento del costo dei fertilizzanti e dell’energia, l’incognita sulla disponibilità idrica per le prossime settimane (con la criticità in particolare per l’area della provincia servita dal bacino del Lago d’Idro, ma con prospettive critiche per i grandi laghi del nord della Lombardia, i cui affluenti si immettono nel Po) e, soprattutto, l’attuale situazione meteo-climatica, hanno portato a una sospensione temporanea delle seconde semine.
Il caldo torrido mette in difficoltà anche l’agricoltura: stop semine secondi raccolti
“Fino a tre-quattro giorni fa – racconta Fabio Perini, presidente di Coldiretti Castellucchio – gli agricoltori hanno proceduto regolarmente con la semina dei secondi raccolti, fra soia, mais e in piccola parte anche sorgo. Ora siamo in una fase attendista, perché le temperature alle stelle, senza tregua notturna, hanno imposto uno stop”.
Si procede a vista, con aspettative produttive parzialmente ridimensionate e con possibili contraccolpi per quelle aziende zootecniche che contavano sui secondi raccolti per raggiungere l’autosufficienza alimentare nelle stalle o per incrementare il reddito aziendale vendendo sul mercato le produzioni.
Nulla tuttavia è definitivamente compromesso, in quanto è possibile seminare i secondi raccolti indicativamente fino al 10-15 luglio e quindi, segnala Coldiretti Mantova, vi sono ancora margini per completare le operazioni. Certo, l’allerta è massima. L’area servita dal Canale Arnò, uno dei punti di maggiore fragilità nella geografia idrografica dell’Alto mantovano, è già costretta a seguire turnazioni rigide per seguire corrette logiche di democrazia dell’acqua. Le prospettive, in assenza di precipitazioni, sono quelle di rivivere le grandi crisi idriche del 2003 e del 2022, quando centinaia di ettari furono compromessi dall’assenza di acqua per irrigare, costringendo gli agricoltori a raccolti di emergenza e di scarsa soddisfazione in termini produttivi.
Ad oggi i livelli del Lago di Garda sono sotto controllo, anche se – rileva Coldiretti Mantova su dati Laghi.net – l’altezza idrometrica del bacino è di 21 centimetri inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025 e non mancano le preoccupazioni sul medio-lungo periodo. Richiede maggiore attenzione la portata del fiume Po, con i livelli idrometrici che all’altezza di Borgoforte segnano -3,68 metri. Per il fiume Oglio scenario a un passo dalla criticità nel comune di Marcaria, con difficoltà di pescaggio idrico che potrebbero verificarsi già nelle prossime 48-72 ore. A Isola Pescaroli, nel Cremonese, territorio servito dal consorzio Navarolo che si estende anche nel Mantovano, sono comparsi grandi spiaggioni nel Po, a confermare che la crisi idrica c’è ed è severa.


















