Punto nascite Oglio Po, Carra: “Regione ferma, nessuna interlocuzione col Ministero”

MILANO – L’Accordo Stato‑Regioni del 24 gennaio 2018, approvato durante il Governo Gentiloni, ha definito le Linee guida per la revisione delle reti cliniche e fissato gli standard di sicurezza per i punti nascita in Italia, confermando quanto già stabilito dagli accordi precedenti, incluso quello del 2010. È proprio a questo quadro normativo che l’assessore regionale alla Sanità Guido Bertolaso ha fatto riferimento nella risposta al consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra sulla possibile riapertura del punto nascite all’ospedale Oglio Po.

Secondo Carra, la risposta dell’assessore non lascia più alcun margine di dubbio: «Che non ci fosse più speranza di riaprire il punto nascite dell’Oglio Po lo avevamo capito già lo scorso anno, quando con una delibera del novembre 2025 la Regione Lombardia ha sospeso definitivamente il servizio, chiudendo una vicenda che per anni ha coinvolto amministratori, cittadini e comitati del territorio».

Il consigliere dem sottolinea però un elemento ancora più grave: la risposta di Bertolaso arriva a due anni di distanza dall’interrogazione presentata nel giugno 2024, con la quale si chiedeva a che punto fosse l’interlocuzione con il Ministero della Salute. Interlocuzione che lo stesso assessore aveva annunciato nel 2023 come necessaria per ottenere la deroga utile alla riattivazione del punto nascite.

«Dopo due anni – prosegue Carra – l’assessore certifica ciò che purtroppo avevamo già compreso: Regione Lombardia non ha mai avviato alcun confronto con il Ministero. Non solo. Nella risposta si sostiene anche che “in zona la viabilità su ruota e i collegamenti sono agevoli”. Un’affermazione che dimostra quanto la Giunta lombarda sia distante dalla realtà del Viadanese e del Casalasco».

Carra ricorda infatti che chi vive questi territori conosce bene le difficoltà nel raggiungere gli ospedali di Mantova, Cremona, Brescia o Parma, soprattutto in situazioni tempo‑dipendenti come il parto, dove ogni minuto può essere decisivo. Proprio la distanza dai punti nascita è sempre stata una delle ragioni principali alla base della richiesta di riattivazione del servizio da parte delle comunità locali.

Un tema che resta aperto e che continua a interrogare cittadini e amministratori, mentre la Regione sembra aver definitivamente chiuso la porta a ogni possibilità di ritorno del punto nascite dell’Oglio Po.