MANTOVA – Se nell’immediato la risposta all’emergenza caldo passa attraverso cappelli e giubbotti refrigeranti, sensori intelligenti, gazebo per l’ombra e una diversa organizzazione del lavoro, la soluzione più efficace sul lungo periodo potrebbe essere un’altra: sostituire, dove possibile, il lavoro manuale con macchine sempre più evolute.
È uno dei temi emersi questa mattina nel confronto tra Ats Val Padana, organizzazioni agricole e sindacati dedicato alla tutela dei lavoratori costretti a operare per molte ore nei campi durante le ondate di calore. Accanto alle misure di prevenzione già individuate per affrontare l’estate, si è inevitabilmente parlato anche del ruolo che la meccanizzazione agricola potrebbe assumere nei prossimi anni per ridurre l’esposizione diretta dei braccianti alle temperature estreme.
Meno lavoro manuale significa meno rischi per la salute
L’obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: fare in modo che le macchine sostituiscano progressivamente le attività più pesanti e ripetitive, limitando il tempo trascorso sotto il sole e riducendo il rischio di disidratazione, malori, svenimenti e colpi di calore, che negli ultimi giorni sono tornati drammaticamente al centro dell’attenzione dopo i gravi episodi registrati anche nel Mantovano.
La meccanizzazione, del resto, è già una realtà in numerosi comparti agricoli. Vendemmiatrici, scuotitori per la raccolta delle olive e della frutta, macchine raccoglitrici e robot destinati al diserbo o alla raccolta automatizzata consentono già oggi di sostituire o alleggerire in maniera significativa il lavoro dei braccianti, diminuendo lo sforzo fisico e la permanenza sotto il sole.
Anche nel territorio mantovano non mancano esempi di raccoglitrici meccaniche, utilizzate soprattutto dalle imprese agromeccaniche e dai contoterzisti, che rappresentano ormai un supporto fondamentale per numerose aziende agricole.
Angurie e meloni, la sfida passa anche dall’automatizzare la raccolta
Proprio durante l’incontro odierno è stato affrontato il tema della necessità di estendere la meccanizzazione anche alla raccolta di angurie e meloni, una delle attività che continua a richiedere una forte componente di lavoro manuale e che, durante l’estate, costringe i lavoratori a restare per molte ore nei campi nelle fasce orarie più calde. Una prospettiva che non risponderebbe soltanto alle esigenze di tutela della salute, ma anche a un problema sempre più evidente per il settore agricolo: la difficoltà nel reperire manodopera disponibile a svolgere lavori tanto impegnativi dal punto di vista fisico.
Oggi queste attività vengono svolte quasi esclusivamente da lavoratori extracomunitari di prima generazione. Le seconde generazioni, invece, tendono sempre più spesso a orientarsi verso occupazioni meno gravose e più stabili, rendendo sempre più difficile il ricambio della forza lavoro nelle campagne.
La meccanizzazione, quindi, potrebbe rappresentare una risposta concreta sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello della disponibilità di personale.
Dalla Cina arriva la prossima frontiera dei robot agricoli per
la raccolta delle angurie
Lo sviluppo tecnologico sta già indicando quale potrebbe essere il futuro del settore.
La Cina, primo produttore mondiale di angurie, sta infatti accelerando sull’automazione delle coltivazioni attraverso l’integrazione dell’intelligenza artificiale, della navigazione satellitare Beidou e delle reti 5G.
Tra le innovazioni più avanzate figurano i robot agricoli esapodi, dotati di sei zampe, progettati per muoversi anche su terreni irregolari, riconoscere automaticamente il grado di maturazione dei frutti, raccoglierli senza danneggiarli e pesarli in completa autonomia.
Tecnologie che fino a pochi anni fa sembravano appartenere alla fantascienza e che oggi stanno già entrando nelle aziende agricole più innovative.
Una prospettiva che potrebbe non essere così lontana anche per il Mantovano. Se oggi il dibattito è concentrato sui dispositivi per proteggere i lavoratori dal caldo, la vera rivoluzione potrebbe infatti arrivare nei prossimi anni proprio dalla diffusione di macchine intelligenti e robot agricoli capaci di ridurre drasticamente il lavoro manuale nelle campagne, aumentando al tempo stesso sicurezza, produttività e sostenibilità del settore.
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