MANTOVA – Dal 10 settembre 2026 al 5 aprile 2027, Sonnabend Collection Mantova presenta nelle sale di Palazzo della Ragione un nuovo programma culturale. L’iniziativa, promossa dal Comune di Mantova in partnership con Marsilio Arte e Sonnabend Collection Foundation, sarà inaugurata in concomitanza con la 30 edizione del Festivaletteratura (9–13 settembre 2026).
Il progetto riflette fedelmente la filosofia identitaria di Ileana Sonnabend: concepire la collezione non come una raccolta statica, ma come un organismo vivo, capace di muoversi e trasformarsi nel tempo per offrire sguardi sempre nuovi sui propri artisti. All’interno del ricco percorso permanente la collezione si rinnova attraverso una duplice operazione: una mostra focus dedicata a Gilbert & George e l’arrivo di nuovi capolavori a integrazione del percorso museale.
La mostra: il focus su Gilbert & George
Il legame tra Gilbert & George e la galleria Sonnabend risale al 1971, anno in cui la celebre The Singing Sculpture ne inaugurò la sede di New York, segnando l’inizio di un sodalizio umano e professionale durato decenni. A quasi vent’anni dall’ultima importante presenza monografica in Italia, la Sonnabend Collection – che a Mantova conta già nel proprio percorso espositivo permanente la presenza della storica opera Berries (1985) – propone a Palazzo della Ragione un focus approfondito e di grande rigore concettuale. Si tratta di una selezione di otto opere emblematiche che arrivano in Italia per la prima volta, che ripercorrono i passaggi chiave di quasi sessant’anni di carriera e affrontano i loro temi cardine: dal sesso alla politica, dalla religione all’identità urbana, fino alla mortalità. Come sottolinea il direttore artistico e curatore Mario Codognato, l’identificazione tra la loro vita e la loro arte è totale: «In una chiara metafora ed identificazione, Gilbert & George volevano sottolineare la loro interpretazione dell’artista come di un osservatore esterno che vivendo ai margini della società ne diventa uno spettatore privilegiato in grado di investigare, sentire ed impersonare il mistero ed il dramma della vita in tutte le sue possibilità e sfumature».
Il percorso espositivo si struttura sul dialogo diretto tra le stagioni degli esordi e la produzione recente. Il punto di partenza è rappresentato dai monumentali disegni a carboncino di The Bar II (1972), uno spazio sospeso, silenzioso e melanconico. «I grandi disegni che compongono “The Bar” – spiega Codognato – sono un vero prototipo e antesignano della ricerca formale e contenutistica che ha contraddistinto il percorso artistico ed esistenziale di Gilbert & George». La Scultura a Carboncino su carta, continua il curatore, «immerge lo spettatore, quasi in presa diretta, dentro un vuoto e un silenzio assoluto, dove all’usuale ebbra vitalità dell’ambiente, si sostituisce un paesaggio melanconico in cui i due artisti contemplano il nulla, mettendo la loro mera presenza al centro dell’opera, fattualmente e metaforicamente».
Dagli anni Ottanta lo sguardo si sposta verso i celebri e coloratissimi quadri su grande scala disposti a griglia geometrica, che riflettono il microcosmo del nostro mondo. Attraverso questa tecnica inconfondibile, la mostra attraversa capitoli dissacranti e provocatori come Piss off! (2014), un grido di ribellione visiva contro i tabù sociali, l’inquietudine urbana ed esasperata di Bale (2013), fino alle visioni ironiche e surreali di Beardway (2016), dove le loro sembianze si mascherano dietro l’ossessione contemporanea per le barbe, trasformandoli in divinità pop contemporanee. «Come un grande affresco medievale o la vetrata di una cattedrale gotica – osserva il curatore – le immagini e le gesta di Gilbert & George narrano l’odissea dell’uomo moderno nella complessità e nella frammentazione del nostro tempo. Un caleidoscopio di sollecitazioni visive che invitano lo spettatore a rispecchiare e mettere a confronto il proprio flusso esistenziale con le immagini, le situazioni e le infinite concatenazioni di idee e sensazioni che le loro rappresentazioni emanano, come un fiume visivo sempre in piena».
Il dinamismo del museo: l’avvicendamento delle opere della collezione
In parallelo alla mostra dedicata a Gilbert & George, l’allestimento permanente di Palazzo della Ragione si aggiorna attraverso l’avvicendamento di un eccezionale nucleo di capolavori, mantenendo vivo lo storico asse culturale tra America ed Europa.
Dopo aver inaugurato il loro ciclo espositivo a Mantova, lasciano temporaneamente le sale Campbell’s Soup Can (Turkey noodle) di Andy Warhol e Large Spool di Roy Lichtenstein. Questo passaggio permette l’ingresso nel percorso ad un nucleo di opere di grande rilevanza storica provenienti dagli Stati Uniti: tre straordinari lavori su carta eseguiti da Roy Lichtenstein nei primi anni Sessanta – Airplane (1961), Man with coat (1961) e il celebre segno fumettistico di Knock Knock (1961) – e quattro tele iconiche di Andy Warhol, dedicate ai famosi Flowers del 1964. Un’occasione preziosa per osservare da vicino la genesi e la precisione grafica delle loro icone.
La prestigiosa sezione dedicata a Jeff Koons si arricchisce con l’arrivo di due iconiche opere seminali che ne ridefiniscono la poetica materica e concettuale: Jim Beam – Barrel Car (1986), la cui superficie evoca una concezione di purezza quasi sacrale, associata agli oggetti in acciaio nella civiltà industriale; Buster Keaton (1988), che rivista un mito del cinema americano attraverso la tecnica millenaria dell’intaglio ligneo, storicamente impiegata nella statuaria delle chiese di tradizione medievale. I due celebri lavori di fine anni Ottanta sostituiscono Wild Boy and Puppy (1988) e Gazing Ball (Standing Woman) (2014).
«Sonnabend Collection Mantova rappresenta una delle più importanti eredità culturali che la città abbia accolto negli ultimi anni – ha detto il sindaco di Mantova Andrea Murari -. La scelta di un museo dinamico, che rinnova periodicamente il proprio percorso espositivo e propone approfondimenti di alto livello, offre ai cittadini e ai visitatori un motivo sempre nuovo per tornare a Mantova. Il nostro impegno è continuare a valorizzare questa collezione attraverso una programmazione culturale di qualità e la costruzione di opportunità che coinvolgano giovani e appassionati. Sonnabend Collection Mantova è un museo nuovo e accogliente con un patrimonio artistico eccezionale che posiziona Mantova tra le mete più interessanti da raggiungere nel panorama turistico internazionale della città».
Grazie a un progetto articolato di valorizzazione dell’esposizione permanente con la costruzione di proposte temporanee di alto valore scientifico, la Sonnabend Collection Mantova si conferma uno spazio culturale in perenne evoluzione, che invita il pubblico a tornare per scoprire ogni volta nuovi dettagli e nuove storie dell’arte tra XX e XXI secolo.

















