MONZAMBANO – Visita speciale, questa mattina, per Carlo Bottani. Il presidente della Provincia, infatti, è stato ospite presso gli scavi della Tosina incontrando il coordinatore del progetto e curatore Emilio Crosato, e coloro che si adoperano, ogni giorno, per riportare alla luce reperti dell’era neolitica, anche grazie all’utilizzo di strumenti, non invasivi, per scandagliare il sottosuolo come magnetometro e georadar. “E’ stato un tuffo nella storia, alle origini del nostro territorio. Questo sito è uno dei più importanti insediamenti preistorici del mantovano”, ha dichiarato il numero uno di Palazzo di Bagno.
Che, poi, ha aggiunto: “E’ stata un’occasione preziosa per conoscere da vicino il lavoro degli archeologi e assistere agli scavi in corso, dove erano impegnati anche studenti universitari di archeologia, protagonisti di un’importante esperienza di formazione sul campo. Valorizzare luoghi come questo significa custodire la nostra storia e trasmetterla alle nuove generazioni, sostenendo la ricerca e la conoscenza di un patrimonio che rende unico il nostro territorio. Grazie a tutti coloro che, con passione e competenza, contribuiscono ogni giorno a riportare alla luce la nostra storia”.
Vale la pena ricordare che gli scavi in località Tosina, sono un insediamento preistorico di oltre 6 mila anni fa e che insiste sull’attuale territorio comunale del paese guidato dal sindaco Giorgio Cappa. Quello dell’Alto Mantovano è il sito archeologico più rilevante del Nord Italia. Lo straordinario complesso, situato nell’anfiteatro naturale delle Colline Moreniche del Garda, rappresenta un’ulteriore prova dell’antica abitabilità di quest’area. Gli scavi vennero alla luce, nel maggio 2003, su una piccola altura ed a ridosso di un bacino lacustre dove, come da testimonianze, agricoltori, allevatori ed artigiani hanno vissuto per quasi cinquecento anni. Reperti e documentazione hanno trovato casa negli spazi del compesso di Piazzetta delle Arti e dei Mestieri proprio a Monzambano.

















