Legge elettorale, via libera alla Camera. Proteste in aula prima del voto, Schlein: “Maggioranza è un colabrodo”

(Adnkronos) –
L’aula della Camera ha approvato la legge elettorale con 217 sì, 152 no e 2 astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato.  

Non sono mancate proteste in aula, poco prima del voto. Dopo l’intervento di Giovanni Donzelli, i deputati di opposizione si sono alzati in piedi e hanno mostrato alcuni cartelli. Tra questi, quelli con la scritta ‘Meloni ha fallito’ e ‘la maggioranza non esiste, a casa’. 

“E’ la presidente Meloni che non ci ha messo la faccia, la maggioranza è andata sotto di un voto e non si è fatta nemmeno vedere, non era qui a votare in Parlamento”, ha detto Elly Schlein alla Camera. “La maggioranza non c’è più, è un colabrodo”, ha aggiunto la segretaria dem sottolineando: “Chi ha tradito è l’unica ossessione della presidente del Consiglio, assurdo. Come il fatto che l’unica priorità è quella di cambiare la legge elettorale perchè avete paura di perdere. Non ci dorme la notte la presidente del Consiglio, questa è la sua unica ossessione”. “Lavoreremo con tutti gli alleati per vincere con qualunque legge elettorale, per mandarvi a casa e migliorare finalmente la vita delle persone”, ha quindi affermato Schlein.  

“Non vi permetteremo di confondere il colle del Quirinale con colle Oppio. Non avete idea della battaglia che faremo per impedirvi di prendere il potere”, ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in aula alla Camera. “Il capolavoro della Meloni è quello di aver messo ancora più ostacoli alle donne. Quello che era un soffitto di cristallo grazie a lei viene rinforzato con cemento armato, se ne assumerà la responsabilità”, ha affermato. 

“Fa schifo il premio di maggioranza, fa schifo l’idea di forzare il presidente della Repubblica nelle sue prerogative. Ma il punto politico decisivo è che questo obbrobrio, questa ‘schiforma’, rimuove la centralità del Parlamento”, ha detto Nicola Fratoianni nelle dichiarazioni di voto. “Il Parlamento vi ha votato la sfiducia, è un voto di sfiducia clamoroso perché Giorgia Meloni ci aveva messo la faccia. Riflettete e, per cortesia, dopo che avete riflettuto venite a farlo anche in Parlamento”, ha sottolineato il leader di Avs.