Canneto, il giorno dopo: la tromba d’aria devasta il florovivaismo e lascia un settore senza tutele

Florovivaistica azienda Giuseppe Goi

CANNETO SULL’ OGLIO – A 24 ore dalla tempesta tropicale che ha colpito Canneto sull’Oglio, il cuore del florovivaismo mantovano è un campo di battaglia. Vasi rovesciati, piante spezzate, serre scoperchiate, sistemi d’irrigazione divelti. Una scena che racconta, senza bisogno di parole, la fragilità di un comparto che da anni vive esposto ai fenomeni estremi e privo di qualsiasi forma di protezione assicurativa.

La stima provvisoria dei danni parla già di milioni di euro. Delle 60 aziende del territorio, 36 appartengono al Distretto Planta Regina, uno dei poli florovivaistici più importanti d’Italia. Oggi molte di queste realtà sono ferme, in ginocchio, con interi cicli produttivi compromessi.

Il caso Tecno Vivai: “Siamo in ginocchio, il vento ha raso al suolo tutto”

Tra le aziende più colpite c’è Tecno Vivai, lungo l’ex SS 343, di proprietà di Stefano Zanchetta. Qui la tromba d’aria ha distrutto la vasetteria, danneggiato le piante in piena vegetazione e compromesso l’intero sistema d’irrigazione.

I danni superano 500mila euro.

“Siamo in ginocchio. Il forte vento ci ha raso al suolo l’intera vasetteria. Di 600 file questa mattina siamo riusciti a sistemarne 10. Il problema è che il sistema d’irrigazione è stato danneggiato: se le piante non ricevono acqua per due giorni muoiono.”

Zanchetta parla con amarezza, ma anche con la lucidità di chi ha già vissuto un disastro simile: “Non è la prima volta. A Torre de’ Picenardi, in un’altra nostra azienda, qualche anno fa, una tromba d’aria ci provocò 800mila euro di danni.”

Un settore agricolo… che non è considerato agricolo

Il florovivaismo, pur essendo parte del mondo agricolo, non rientra nel Codima – Condifesa Mantova e Cremona, il consorzio mutualistico che tutela le aziende agricole dai rischi climatici e offre polizze agevolate.

Un paradosso che oggi pesa come un macigno.

“Non siamo tutelati. Ogni volta che accadono fenomeni simili dobbiamo sobbarcarci tutti i danni. Polizze assicurative dedicate non ne esistono: le compagnie non le ritengono sostenibili. Se volessimo assicurarci, il costo sarebbe di 200mila euro.”

Zanchetta lancia un appello diretto: “Governo, Regione Lombardia, Provincia di Mantova devono trovare soluzioni. Un’altra botta simile e chiudiamo bottega. Non possiamo più andare avanti così.”

Il vicesindaco Goi: “Danni enormi, capiremo la portata solo a settembre”

Il vicesindaco di Canneto sull’Oglio, Giuseppe Goi, florovivaista a sua volta, conferma la gravità della situazione: “È ancora presto per una stima certa. Lo capiremo a settembre. Io avrò circa 100mila euro di danni.”

Goi allarga lo sguardo oltre il settore: “La tromba d’aria ha sconvolto tutto il paese: alberi caduti sulle strade, un caso di sradicamento che ha sollevato il manto stradale, persino un traliccio dell’alta tensione piegato dal vento.”

Un quadro che racconta non solo un disastro agricolo, ma un evento che ha messo in ginocchio un’intera comunità.

Un territorio fragile, un settore scoperto, un futuro da ricostruire

La tempesta di Canneto sull’Oglio non è un episodio isolato. È l’ennesimo segnale di un clima che cambia e di un comparto produttivo che, pur essendo strategico, non ha strumenti per difendersi.

Il florovivaismo mantovano è un’eccellenza nazionale, ma oggi è un gigante dai piedi d’argilla. Senza tutele, senza polizze, senza un sistema mutualistico dedicato.

La domanda che resta sospesa è semplice e drammatica: quanto può ancora resistere?