Torna la Festa di San Liborio, nuova tappa per salvare Corte Olmo Lungo

MANTOVA – Dopo il sit-in dello scorso giugno l’associazione Milieu, guidata dagli architetti Fabio Salardi, Massimo Ferrari e Ivano Zanata, torna a riaccendere i riflettori su Corte Olmo Lungo con una nuova iniziativa aperta alla cittadinanza. Domenica 19 luglio sarà infatti riproposta la tradizionale Festa di San Liborio, che per molti anni si è svolta proprio all’interno dell’antica corte di Valdaro e che quest’anno troverà casa al Centro Sportivo di Villanova de Bellis.

Corte Olmo Lungo -Oratorio
“San Liborio offre il palazzo dell’Olmo Longo alla Madonna”

Un appuntamento che non rappresenta soltanto il recupero di una tradizione popolare, ma anche un nuovo tassello della campagna avviata per chiedere la tutela e la valorizzazione di uno dei complessi rurali più significativi del territorio mantovano.
L’iniziativa arriva a poco più di un mese dalla manifestazione organizzata davanti alla corte, quando una cinquantina di persone, tra ex abitanti, amministratori e cittadini, avevano chiesto di non lasciare che il complesso continuasse a deteriorarsi nell’indifferenza. Da allora il percorso promosso da Milieu è proseguito e guarda ora a un appuntamento importante: a settembre è infatti previsto un incontro con il sindaco di Mantova Andrea Murari e con i rappresentanti della proprietà dell’area per confrontarsi sulle possibili prospettive di recupero e tutela.

Una tradizione che torna a vivere

La Festa di San Liborio rappresenta uno dei simboli della vita della corte. Per decenni gli abitanti dell’Olmo Lungo si sono ritrovati ogni anno per celebrare il santo, trasformando quella giornata in un momento di incontro per tutta la comunità rurale.
Il programma della manifestazione prevede alle 11 la celebrazione della Santa Messa, seguita alle 12 dal pranzo comunitario.
Durante tutta la giornata sarà inoltre esposta una documentazione dedicata a Corte Olmo Lungo che illustrerà lo stato di conservazione del palazzo, dell’oratorio, della colombara e degli altri edifici storici della corte. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sul valore storico e artistico del complesso e sulla necessità di promuovere interventi concreti per la sua salvaguardia.

Un museo per custodire la memoria della corte

Accanto alle iniziative pubbliche, l’associazione Milieu sta lavorando anche a un progetto culturale di più ampio respiro. Si tratta del “Museo Diffuso e della Memoria Dinamica – Alberto Ferrari”, un organismo culturale autonomo pensato per custodire e valorizzare la memoria storica e sociale di Corte Olmo Lungo, garantendone la conservazione attraverso un archivio documentale e un patrimonio culturale che sopravviva anche alle vicende del complesso architettonico. Verrebbe intitolato a Alberto Ferrari che, come spiega l’architetto Salardi “era un geometra e titolare di impresa.

La corte a metà anni ’90

Ha lavorato pure a Corte Olmo Lungo, era amico della marchesa Giovanna d’Arco, ma soprattutto era uno studioso appassionato di storia: nel 1972 scrisse il primo testo sull’Olmo pubblicato sull’annuario dei Geometri” L’idea del Museo nasce da un principio preciso: la tutela della memoria non deve dipendere esclusivamente dal destino degli edifici. Anche nel caso in cui il recupero della corte risultasse solo parziale o gli immobili dovessero subire ulteriori trasformazioni, la storia del luogo dovrà continuare a essere conservata e raccontata attraverso un percorso permanente, destinato a trovare spazio negli eventuali edifici rigenerati dell’area, tutelata dal Codice dei Beni Culturali.

Memoria e sviluppo possono convivere

Il progetto non si pone in contrapposizione con lo sviluppo dell’area logistica di Valdaro. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è fare in modo che la crescita economica del comparto non cancelli l’identità storica del luogo. Per secoli Corte Olmo Lungo è stata il centro direzionale dell’economia agricola della zona. Oggi, mentre Valdaro è diventata uno dei principali poli logistici del territorio, l’antico complesso potrebbe continuare a rappresentarne il cuore identitario, creando un legame tra passato e futuro.

La voce degli ex abitanti diventerà patrimonio collettivo

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la realizzazione di un archivio antropologico partecipato. Milieu intende raccogliere le testimonianze degli ex residenti della corte attraverso video-interviste, fotografie di famiglia, documenti e racconti personali.

Situazione attuale della corte

L’obiettivo è trasformare la memoria orale in un patrimonio digitale permanente, capace di raccontare la vita quotidiana della grande corte agricola mantovana, le tradizioni, il lavoro nei campi e le relazioni sociali che per decenni hanno caratterizzato questo borgo rurale.
Accanto a questo nascerà anche un archivio storico-documentale che ricostruirà, attraverso una timeline, tutte le fasi della vita della corte: dalla fondazione nel 1595 per volontà del conte Annibale Chieppio, segretario di Vincenzo I Gonzaga, al passaggio alla famiglia d’Arco dopo il sacco dei Lanzichenecchi, dalla gestione della Fondazione d’Arco fino alle trasformazioni degli ultimi decenni con la nascita del polo logistico e il progressivo stato di degrado del complesso monumentale.

In attesa del confronto di settembre

La Festa di San Liborio rappresenta quindi la seconda tappa del percorso avviato da Milieu per riportare Corte Olmo Lungo al centro del dibattito pubblico. Dopo il sit-in di giugno e in vista dell’incontro di settembre con il sindaco Andrea Murari e i rappresentanti della proprietà, l’associazione continua a sostenere che la tutela della corte non sia soltanto una questione di conservazione architettonica, ma un investimento nella memoria e nell’identità del territorio. Perché, come emerso anche durante la prima iniziativa, Corte Olmo Lungo non è soltanto un insieme di edifici storici: è il luogo dove per generazioni hanno vissuto decine di famiglie, un borgo rurale che ha accompagnato l’evoluzione di Valdaro e che oggi chiede di non essere dimenticato.

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