Intelligenza Artificiale, svanisce il primato Usa: Cina domina con Kimi K3

(Adnkronos) – Il primato americano nell’intelligenza artificiale è svanito, soppiantato dalla Cina
e dal suo progetto ambizioso Kimi K3, tra l’altro a un costo decisamente inferiore. Lo scrive Axios notando che Kimi K3, nuovo modello sviluppato dall’azienda Moonshot AI con sede a Pechino, minaccia le fondamenta del boom dell’Ia negli Stati Uniti. Il suo lancio ha sbalordito gli sviluppatori, scosso la Silicon Valley e ridefinito da un giorno all’altro la corsa all’Ia, scrive Axios. Kimi ha superato Fable 5 di Anthropic e Gpt-5.6 Sol di OpenAI nei test di programmazione front-end condotti dall’ente di valutazione dell’Ia Arena . 

Nella classifica generale di Arena , Kimi è davanti ad Anthropic Opus 4.8, il modello di punta dell’azienda fino all’arrivo di Fable 5 a giugno, pur costando il 40% in meno. A differenza dei modelli premium statunitensi che sfida, Moonshot prevede di rilasciare Kimi come open-weight il 27 luglio, consentendo ad aziende e governi di personalizzarlo e utilizzarlo sui propri sistemi. 

I responsabili statunitensi nel campo dell’Ia stimavano che la Cina rimanesse indietro di sei-dodici mesi rispetto agli Stati Uniti. Ad aprile, il centro di test sull’intelligenza artificiale del governo statunitense aveva stimato che il modello più recente dell’azienda cinese DeepSeek fosse in ritardo di circa otto mesi rispetto ai principali sistemi americani. Ma l’arrivo di Kimi mostra che il margine di vantaggio sarebbe crollato molto più velocemente del previsto. “L’intero gioco è cambiato. Prevedo che questo farà scattare un allarme rosso per alcuni”, ha detto l’analista di intelligenza artificiale, Kim Isenberg, ad Axios. 

Tra l’altro per aziende, governi e sviluppatori, un modello che offra prestazioni all’avanguardia, costi il 40% in meno e possa essere personalizzato o gestito internamente potrebbe rappresentare l’opzione più interessante. Nonostante gli sforzi di Washington, le aziende cinesi sono riuscite a ottenere chip Nvidia soggetti a restrizioni attraverso reti di contrabbando. Quindi anche se i laboratori statunitensi dovessero tornare in vantaggio, la Cina ha dimostrato di poter colmare rapidamente il divario. 

Ora l’amministrazione Trump si trova ad affrontare un interrogativo cruciale su come mantenere la competitività americana nel campo dell’intelligenza artificiale, soprattutto alla luce delle crescenti richieste di regolamentazione dei modelli di frontiera, nota Axios. Norme di sicurezza più severe potrebbero rallentare i laboratori statunitensi proprio mentre la Cina accelera. Ma se una supervisione meno rigorosa potrebbe consentire loro di procedere più velocemente, allo stesso tempo si aumenterebbe il rischio di rilasciare capacità pericolose. 

Le restrizioni sui modelli cinesi, d’altro canto, potrebbero proteggere le aziende americane in patria, a scapito però degli utenti all’estero. In definitiva, l’America può ancora spingere in avanti l’asticella, ma non può impedire al resto del mondo di scegliere un’alternativa più economica, conclude Axios.