MANTOVA – Il commercio al dettaglio sta attraversando una profonda trasformazione: diminuiscono i punti vendita, mentre crescono la dimensione, l’organizzazione e la produttività delle imprese. È quanto emerge dal primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia presentato ieri.
Tra il 2018 e il 2025 le unità locali sono diminuite del 14,4%, passando da 666.479 a 570.313, con flessioni particolarmente marcate per il commercio ambulante (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%). Gli addetti, tuttavia, sono calati soltanto dell’1,8%, mentre la quota delle società di capitali è quasi raddoppiata rispetto al 2012, raggiungendo il 17,4%.
Nello stesso periodo il fatturato complessivo è cresciuto del 25,7%, fino a 410,7 miliardi di euro, e quello medio per addetto è aumentato del 27,9%, raggiungendo 220 mila euro. Tra i comparti più dinamici figurano i discount alimentari e i canali alternativi al negozio tradizionale, come e-commerce, vendita a domicilio e distributori automatici, mentre arretrano ipermercati e commercio ambulante.

La trasformazione interessa anche il territorio mantovano. Secondo le elaborazioni di Confcommercio Mantova su dati Infocamere, al 31 marzo 2026 erano attive 16.838 imprese nei comparti del commercio, turismo, servizi e trasporti su un totale provinciale di 31.806 imprese. Nel Mantovano il terziario rappresenta il 52,9% del tessuto imprenditoriale complessivo. Il commercio continua a rappresentare il principale comparto del terziario, con circa il 39% delle imprese, ma è anche quello che negli ultimi anni ha registrato la contrazione più significativa.
Il fenomeno desertificazione è particolarmente evidente nel capoluogo. Secondo l’Osservatorio Confcommercio-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, tra il 2012 e il 2025 il Comune di Mantova ha perso il 30,3% delle attività del commercio al dettaglio, passando da 583 a 420 esercizi, con una riduzione di 163 attività.
Nel centro storico i negozi sono diminuiti da 317 a 222 (-30%), mentre nelle altre zone cittadine sono scesi da 266 a 198 (-25,6%). Ancora più marcata la riduzione del commercio ambulante, passato da 41 a 22 imprese (-46%). Si tratta di un andamento che riflette quanto sta accadendo a livello nazionale e che pone con forza il tema della tutela della rete commerciale di prossimità, fondamentale per la vitalità economica e sociale delle città.
“Il Rapporto nazionale di Confcommercio conferma una trasformazione ormai strutturale del commercio, che ritroviamo anche nella nostra provincia – commenta il presidente di Confcommercio Mantova, Lamberto Manzoli –. Le imprese stanno investendo per diventare più efficienti, innovative e competitive, ma parallelamente assistiamo a una progressiva riduzione della rete dei negozi di vicinato. Quando chiude un’attività commerciale non si perde soltanto un’impresa: si impoveriscono i servizi ai cittadini, la sicurezza percepita e l’attrattività dei centri storici e dei quartieri. È quindi indispensabile continuare a sostenere il commercio di prossimità con politiche mirate, incentivi agli investimenti, rigenerazione urbana e valorizzazione dei Distretti del Commercio”.
“Anche nel Mantovano – aggiunge il direttore generale di Confcommercio Mantova, Nicola Dal Dosso – la competizione sta spingendo verso imprese più strutturate e capaci di integrare negozio fisico, digitale e nuovi servizi. È una trasformazione che richiede competenze, innovazione e investimenti. Il ruolo della nostra Associazione è accompagnare gli imprenditori in questo percorso attraverso formazione, consulenza, accesso al credito e sostegno ai processi di innovazione, anche attraverso il progetto Cities di Confcommercio, affinché il commercio continui a rappresentare un motore di sviluppo economico e un presidio di coesione sociale per tutto il territorio mantovano”.


















