Ferie d’agosto non per tutti: oltre un mantovano su due resterà a casa

MANTOVA – Nel mese di agosto 2026 i residenti che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa sono circa 19 milioni: gli italiani che ad agosto non partiranno sono quindi circa 40 milioni, due su tre, su una popolazione di 58,9 milioni di residenti. Nel Mantovano invece sono poco più della metà del totale: circa 233mila su 408mila residenti. È la proiezione del Centro Studi Conflavoro, che per la prima volta misura come sistema economico l’Italia di chi rimane a casa nel mese da sempre ritenuto classico per le ferie. La forchetta della stima oscilla fra 37 e 42 milioni. Il dato è riferito al solo mese di agosto e non è confrontabile con le cifre riferite all’intera stagione estiva, che coprono quattro mesi e comprendono quindi molte più persone.

“Raccontiamo sempre l’Italia che parte, mai quella che resta, l’Italia dei caselli e dei check-in, mai quella dei balconi e dei cortili”, dichiara Roberto Capobianco, Presidente Nazionale di Conflavoro PMI, associazione datoriale di riferimento per le micro e piccole imprese italiane. “Quasi quaranta milioni di italiani restano a casa e i loro soldi non si spostano: restano nel raggio di pochi chilometri dall’uscio, dal fruttivendolo al forno al bar all’angolo. Oltre undici miliardi in un mese, è il PIL silenzioso di agosto. Il negozio di quartiere non vive di turisti, vive di questa domanda: agosto non è il mese morto del commercio di vicinato, è il mese in cui la sua clientela naturale è tutta a casa”.

L’identikit di chi rimane. Nel trimestre estivo si concentra il 48,3 per cento dei viaggi dell’anno: più della metà si fa negli altri mesi, e chi rimanda le ferie all’autunno o all’inverno ad agosto è a casa. Chi non partirà affatto lo fa per quattro ragioni: necessità economica, cura di un familiare, salute, lavoro. Oltre il 30 per cento delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, quota che sale al 33,2 per cento fra le famiglie con un figlio minore e al 53,3 per cento fra quelle con tre o più figli.

Quanto valgono. La spesa alimentare di una famiglia è di 533 euro al mese: applicata ai 17,5 milioni di famiglie di chi rimane vale 9,3 miliardi nei negozi, nei mercati rionali e nei supermercati sotto casa. A questi si aggiungono 1,4 miliardi fra bar, pizzerie, gelaterie e trattorie di quartiere e 0,9 miliardi fra arene estive, piscine, sagre e tempo libero di prossimità: in totale fra 11 e 13 miliardi di euro in un solo mese. Sono dati ISTAT sulle spese per consumi delle famiglie. Nel Mantovano la spesa alimentare peserà per 57 milioni, 72 milioni invece saranno immessi nell’economia di prossimità.

Dove pesa di più. Nel Mezzogiorno, dove in un trimestre medio viaggia il 7,8 per cento dei residenti contro il 24,1 per cento del Nord, e dove la quota di spesa destinata agli alimentari è la più alta d’Italia, il 25,4 per cento contro il 17,4 per cento del Nord-est.

Il Frigo di Ferragosto. La tavolata tipo del 15 agosto per otto persone — antipasto di salumi e mozzarelle, pasta al forno, grigliata mista, contorni, anguria, dolce, vino, birra e caffè — costa circa 170 euro, 21 a persona.