Segnali positivi per i tanti lavoratori mantovani del sito biomedicale di Medolla

POGGIO RUSCO – La vertenza dell’ex Gambro, oggi Vantive, continua a tenere alta l’attenzione anche nel Mantovano, dove tanti lavoratori ogni giorno fanno la spola tra casa e stabilimento. Dal tavolo di monitoraggio al Mimit del 30 luglio è arrivata la novità più concreta degli ultimi mesi: sono tre gli operatori industriali che hanno manifestato interesse per l’acquisizione del sito di Medolla (Modena), tutti con esperienza consolidata nelle tecnologie per la cura delle patologie renali.

Una notizia che, dalle parti del Destra Secchia viene letta con un misto di prudenza e speranza: dopo anni di incertezze, l’idea che il futuro dell’azienda possa tornare in mano a un soggetto industriale vero – e non all’ennesimo fondo – è un segnale che fa tirare un mezzo sospiro di sollievo.

La due diligence si chiuderà entro settembre, poi si passerà alla selezione delle offerte e alla trattativa. La timeline è già tracciata: atto finale entro fine 2026, nuova operatività nella seconda metà del 2027. Tempi lunghi, certo, ma finalmente chiari.

Vantive ha anche avviato un confronto con Invitalia, già oggetto di due incontri, per accompagnare il percorso verso la soluzione industriale più solida. Al tavolo – Ministero, Regioni Emilia‑Romagna e Lombardia, enti locali e sindacati – è stata espressa soddisfazione per l’avanzamento, con un monito condiviso: non abbassare la guardia e mantenere relazioni industriali stabili sul territorio.

Per i lavoratori mantovani, che da anni portano competenze e professionalità in un settore strategico come il biomedicale, la partita è tutt’altro che secondaria: continuità produttiva e occupazionale non sono slogan, ma la differenza tra un futuro certo e l’ennesima stagione di precarietà.