MANTOVA – La consigliera regionale Paola Bulbarelli torna a sollevare il caso dell’organizzazione scolastica nei Comuni della Destra Secchia. Con una nota diffusa oggi ha reso pubblica la lettera inviata il 24 luglio al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Mantova, Daniele Zani, sottolineando di non aver ricevuto alcuna risposta.
“Questa è la lettera che ho inviato in data 24 luglio e alla quale non ho mai avuto risposta”, afferma Bulbarelli, spiegando di essere stata nuovamente contattata da alcuni sindaci del territorio preoccupati per il perdurare dell’incertezza sull’organizzazione delle pluriclassi e dell’assetto scolastico per il prossimo anno. Nella lettera, la consigliera riconosce le difficoltà legate al calo degli studenti e alla carenza di personale docente, ma evidenzia come, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, i Comuni siano ancora in attesa di risposte definitive.
“Non è accettabile che, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, i Comuni non abbiano ancora ricevuto risposte definitive, nonostante i ripetuti solleciti e gli incontri già svolti”, scrive Bulbarelli. “I sindaci si trovano oggi nell’impossibilità di programmare servizi fondamentali quali il trasporto scolastico, l’organizzazione degli orari e delle risorse comunali. Questa incertezza genera disagi alle amministrazioni locali, alle famiglie e agli stessi studenti.” Secondo la consigliera, il problema non riguarda soltanto l’eventuale attivazione o soppressione delle pluriclassi, ma anche il metodo con cui vengono assunte decisioni che incidono sulla vita delle comunità locali.
“Se si ritiene necessario modificare l’organizzazione scolastica o trasferire gli alunni in altri plessi, tali decisioni devono essere comunicate con congruo anticipo, consentendo ai Comuni di predisporre i servizi indispensabili e alle famiglie di organizzarsi. Decisioni assunte o comunicate all’ultimo momento rendono estremamente difficile, se non impossibile, una corretta programmazione”, osserva. Bulbarelli richiama inoltre il ruolo della scuola nei piccoli Comuni, ricordando gli investimenti regionali per contrastare lo spopolamento delle aree interne. “La scuola rappresenta uno dei principali presìdi di queste comunità e ogni scelta che la riguarda deve necessariamente tenere conto non solo degli aspetti organizzativi, ma anche delle ricadute sociali e territoriali.”
La consigliera conclude chiedendo un confronto preventivo con le amministrazioni comunali per le future riorganizzazioni dei plessi scolastici e un rapido riscontro da parte dell’Ufficio scolastico territoriale, nell’interesse dei Comuni, delle famiglie e degli studenti.

















