(Adnkronos) – Stanno facendo il giro dei social di tutta Europa le immagini di una giovane ragazza dai capelli bruni e dallo sguardo determinato che parla al megafono davanti all’ambasciata del Marocco a Madrid, concludendo il suo comizio con un plateale saluto nazista. Si tratta di Isabel Peralta, 24enne spagnola nota per le sue posizioni neonaziste e falangiste, tornata sotto i riflettori nel pieno della crisi migratoria che coinvolge l’enclave spagnola di Ceuta. Nel video diventato virale si vede la giovane, classe 2002, invocare apertamente la violenza radicale: “Se l’obiettivo è fermare il diritto degli spagnoli a esistere, farebbero meglio a iniziare con i proiettili alla nuca invece di sprecare tempo”, ha dichiarato alla folla, aggiungendo che non si fermerà “finché la Spagna non tornerà a essere la Spagna”.
Già nel maggio 2021, davanti alla sede diplomatica marocchina a Madrid, Peralta aveva guidato un comizio gridando “morte all’invasore”. Quelle dichiarazioni le sono costate una condanna, poi confermata dal Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid, a un anno di reclusione per incitamento alla discriminazione e all’odio nei confronti dei migranti, oltre all’interdizione dai diritti politici e a una multa.
Figlia di Juan Manuel Medina, ex consigliere comunale del Partido Popular a Sesena, nella provincia di Toledo e con un passato giovanile nella destra radicale, Isabel Peralta ha iniziato il proprio attivismo politico a soli 13 anni, età in cui, ha raccontato, avrebbe scoperto la sua identità di estrema destra. Dopo gli esordi nel Sindicato Espanol Universitario, organizzazione legata alla Falange, e nel gruppo neonazista ormai sciolto Bastión Frontal, la sua notorietà è esplosa durante una commemorazione della División Azul, fanteria dell’esercito nazista composta da spagnoli, quando dichiarò: “L’ebreo è il colpevole, e la División Azul ha combattuto per questo”.
In un’intervista rilasciata a El Mundo nel febbraio 2021, Peralta si è definita apertamente falangista, fascista, nazionalsocialista e negazionista dell’Olocausto, dichiarando la propria ammirazione per Adolf Hitler e la sua totale avversione alla democrazia. In quell’occasione non aveva risparmiato neppure l’estrema destra parlamentare di Vox, accusata di essere troppo moderata: “Mi disgustano persino più di Podemos”, aveva affermato, rivendicando la propria volontà di operare ai margini del sistema costituzionale.
Secondo quanto raccontato dalla stessa Peralta in un’intervista a El Espanol nel 2021, il padre l’avrebbe cacciata più volte di casa a causa del suo estremismo ideologico, spingendola a rifugiarsi a Lanzarote dalla madre, che dirige una scuola buddista e, pur essendo del tutto contraria alle sue idee, avrebbe cercato di convivere con esse. “Mio padre mi disse che se fossi andata al Valle de los Caidos per rendere omaggio a Primo de Rivera non sarei dovuta tornare; ci sono andata e mi ha cacciata”, aveva raccontato. Oltre ai frequenti guai con la giustizia spagnola, tra cui l’interdizione dai diritti politici per l’istigazione all’odio contro la comunità marocchina e musulmana, l’attivista ha avuto problemi con la legge anche all’estero: nel 2022, mentre beneficiava di una borsa di studio legata al gruppo estremista tedesco Der Dritte Weg, fu arrestata all’aeroporto di Francoforte perché trovata in possesso di una bandiera con la svastica e di una copia del Mein Kampf. In seguito all’episodio, fu espulsa dalla Germania con un divieto d’ingresso a vita.
Con il protarsi della crisi a Ceuta, Peralta continua a cavalcare sul suo account X la sua battaglia contro l’immigrazione. “Quando si esaurirà il vostro ‘eroico’ buonismo e vi renderete conto che ciò che rimarrà delle vostre città sarà un aumento di rapine, violenze sessuali, occupazioni e omicidi”, ha scritto l’attivista in un post di oggi commentando un video dei giovani migranti a Ceuta.


















