Morti sul lavoro, allarme Mantova: incidenza doppia rispetto alla Lombardia

MANTOVA – Nove morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2026: Mantova è la seconda provincia della Lombardia per incidenza delle vittime, con 27,2 decessi ogni milione di occupati, un dato inferiore soltanto a quello di Lodi, pari a 29,8. Delle nove vittime complessive registrate nel Mantovano, cinque hanno perso la vita durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, mentre quattro sono decedute in incidenti in itinere, avvenuti cioè durante il tragitto tra casa e lavoro. Numeri che collocano la provincia in zona rossa, la fascia di rischio più elevata.
È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, elaborata sulla base dei dati aggiornati alla fine di giugno. In zona rossa, oltre a Mantova e Lodi, compare anche Brescia, con un’incidenza di 24,9 morti ogni milione di occupati. Valori nettamente superiori sia alla media lombarda, ferma a 11,6, sia a quella nazionale, pari a 14,5.

In Lombardia 75 vittime in sei mesi

Nel primo semestre del 2026 in Lombardia sono stati registrati complessivamente 75 decessi sul lavoro, tre in meno rispetto ai 78 dello stesso periodo del 2025, con una diminuzione del 3,8%. Di questi, 53 si sono verificati in occasione di lavoro, tre in meno rispetto all’anno precedente, mentre 22 sono avvenuti in itinere, lo stesso numero rilevato nel 2025. Nonostante il lieve calo, la Lombardia rimane la regione italiana con il maggior numero di vittime, sia considerando i decessi complessivi sia quelli avvenuti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. L’incidenza regionale resta tuttavia inferiore di circa il 20% rispetto alla media nazionale e colloca la Lombardia in zona gialla.
In termini assoluti, il maggior numero di vittime è stato registrato nella provincia di Milano, con 21 decessi. Seguono Brescia con 15, Bergamo e Mantova con nove, Varese con sette, Cremona con quattro, Lodi, Monza Brianza e Pavia con tre e Como con uno. Lecco e Sondrio non hanno invece registrato infortuni mortali. Prendendo in considerazione soltanto i decessi avvenuti in occasione di lavoro, Brescia è la provincia con il dato più elevato, pari a 14 vittime, seguita da Milano con 13, Varese con sei e Mantova con cinque. Bergamo ne conta quattro, Lodi e Pavia tre, Cremona e Monza Brianza due e Como uno. Nessun caso è stato rilevato a Lecco e Sondrio.

«Forti squilibri tra i territori»

«Il calo complessivo dei decessi rispetto al primo semestre del 2025 è un segnale positivo, ma non deve nascondere le criticità che emergono da una lettura più approfondita dei dati», commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega. «La Lombardia resta la regione con il maggior numero di vittime e, dietro un’incidenza di mortalità inferiore di circa il 20% alla media nazionale, presenta forti squilibri territoriali. A Lodi, Mantova e Brescia il rischio è particolarmente elevato». 19 delle 53 persone morte durante l’attività lavorativa, quasi il 36% del totale, erano straniere. «La concentrazione dei decessi nella fascia tra i 55 e i 64 anni e la crescita delle denunce di infortunio impongono di leggere il fenomeno nelle sue diverse dimensioni. La priorità deve essere trasformare i dati in interventi mirati, rafforzando la prevenzione nei territori e nei comparti più critici», conclude Rossato.
A livello provinciale, Varese si trova in zona arancione con un’incidenza di 15,1 morti ogni milione di occupati, mentre Cremona, con 13, e Pavia, con 12,4, sono in zona gialla. In zona bianca figurano Milano con 8,3, Bergamo con 8,1, Monza Brianza con 5,2, Como con 3,8, Lecco e Sondrio con un’incidenza pari a zero.

Aumentano le denunce di infortunio

Nei primi sei mesi del 2026 in Lombardia sono state presentate complessivamente 60.532 denunce di infortunio, in aumento rispetto alle 56.641 dello stesso periodo del 2025. Di queste, 20.277 riguardano la sola provincia di Milano. Le denunce relative agli incidenti avvenuti in occasione di lavoro ammontano a 50.546: 32.805 hanno coinvolto lavoratori uomini e 17.741 lavoratrici. Quelle presentate da lavoratori stranieri sono invece 12.937.
La fascia d’età maggiormente colpita dagli incidenti mortali è quella compresa tra i 55 e i 64 anni, con 22 vittime in occasione di lavoro. Seguono i lavoratori tra i 45 e i 54 anni, con 11 casi, e gli ultrasessantacinquenni, con otto.
Il settore con il maggior numero di denunce di infortunio è quello delle attività manifatturiere, con 7.451 casi. Seguono trasporto e magazzinaggio con 3.154 denunce, commercio con 3.026, sanità con 2.937 e costruzioni con 2.788.