SUZZARA – La 53esima edizione del Premio Suzzara, uno dei più longevi e significativi concorsi d’arte contemporanea a livello nazionale, che per il 2026 ha scelto il tema “Terra bruciata. L’arte nell’Antropocene”, è stata vinta da Kotryna Onaitytė (classe 2001), giovane artista lituana, con l’opera “X and Y (Tilia x europaea L.)”, olio su tela del 2024.
Il dipinto esplora la relazione fragile tra i sistemi umani e il mondo naturale nell’era dell’Antropocene, con riferimento alla Tilia x europaea, albero di tiglio ibrido plasmato dalla coltivazione e dalla pianificazione urbana.
Il Premio della Giuria Popolare, accompagnato dal tradizionale cesto di prodotti alimentari offerto da Conad, è stato assegnato a Kristine Kvitka con l’opera “Campo arato. Radici, speranza, futuro”, realizzata su tela di lino tinta con piante tintorie e ossidata, con inserti tessili e cuciture a mano (2026).
Menzioni anche per: – Shweta Urane, “Living remains. Alive but not Dead” (2023); – Akila Perera, “Anatomia dell’ipocrisia” (2025); – Ermanno Poletti, “Cenere combusta” (2026); oltre all’artista vincitrice del Premio della Giuria Popolare.
Tantissime le persone presenti in sala tra artisti, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni militari con il comandante della stazione Carabinieri di Suzzara Maresciallo Giancarlo Baglivo.
Il Premio Suzzara 2026 è stato dedicato alla memoria di due grandi artisti legati alla sua storia: Carlos Carlè, maestro della ceramica premiato nel 1991, e Karl Plattner, vincitore del Primo Premio nel 1965, entrambi capaci di interpretare con forza la tensione tra materia, esistenza e tempo.
La proclamazione è avvenuta alla Galleria del Premio Suzzara alla presenza del sindaco Alessandro Guastalli, dell’assessore alla cultura Stefano Rosselli e della conservatrice del museo Erika Vecchietti. Presenti anche Carlo Bottani, presidente della Provincia di Mantova che ha patrocinato l’evento, e il consigliere regionale Marco Carra, in rappresentanza della Regione Lombardia, che ha sostenuto l’organizzazione del Premio.
In sala, gradito ospite il maestro William Tode, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana. Per quasi trent’anni è stato tra gli artisti più significativi del neorealismo, soprattutto nel mondo dell’affresco, dove è considerato uno degli ultimi grandi affrescatori parietali, erede della lezione dei Tiepolo.
A giudicare le 75 opere esposte (selezionate tra le 570 arrivate) una commissione di esperti: Luca Quattrocchi, Livia Spano, Paolo Trioschi, Claudio Spadoni, Massimo Mattioli, Daniela Ferrari, Massimo Pirotti, Marina Vida, Giovanni Marani, Giorgio Seveso e Roberto Pedrazzoli.
È stato pubblicato un precatalogo delle opere, mentre il catalogo completo delle 75 selezionate sarà disponibile a breve. In altre sale sono esposte opere dei primi anni del Premio, rientrate dai prestiti concessi a mostre in Toscana e in Emilia‑Romagna. Nel precatalogo figurano anche artisti suzzaresi.
Nella sala Arti 48 è allestita una straordinaria mostra dedicata a Rolando Hettner, pittore, grafico e ceramista scomparso nel 1978. Nato a Firenze, visse in Germania fino alla persecuzione nazista, che lo spinse a tornare in Italia.
L’artista Séraphine Marignaneha invece coinvolto il pubblico nella conclusione della sua opera: in una clessidra di vetro, al posto della sabbia, decine di visitatori hanno scritto un ricordo di qualcosa che un tempo esisteva e oggi non c’è più. Parole sigillate per sempre, destinate a muoversi al ritmo della scultura.




























