MANTOVA – Cna lancia un segnale d’allarme: per molte imprese artigiane la pressione sui costi operativi, unita alla mancanza di liquidità, sta diventando un ostacolo serio alla competitività e agli investimenti. Materie prime più care, energia e carburanti in rialzo, burocrazia complessa e una crescente stretta creditizia stanno mettendo a dura prova il settore.
Nel primo semestre 2026, ben cinquanta artigiani – attivi soprattutto in edilizia, manifatturiero e servizi – si sono rivolti allo sportello Cna dedicato alla prevenzione della crisi d’impresa, segnalando difficoltà di cassa dovute al costo elevato del credito bancario, alla riduzione dei prestiti e ai ritardi nei pagamenti.
«Le imprese stanno affrontando una nuova stagione di aumenti – osserva la direttrice Elisa Rodighiero – con margini che si assottigliano e che rischiano di frenare la crescita, quando non addirittura di portare alla chiusura dell’attività».
Rodighiero sottolinea come la mancanza di liquidità sia diventata un problema diffuso, aggravato da scorte difficili da gestire e da pagamenti che arrivano sempre più tardi.
Per sostenere le imprese, Cna mette a disposizione il proprio Confidi, offrendo finanziamenti garantiti, accesso a bandi regionali e camerali, strumenti di ristrutturazione del debito e il supporto di intermediari finanziari, con l’obiettivo di aiutare gli artigiani a superare una fase economica complessa e a mantenere attivi i loro investimenti.
















