MANTOVA – Il caldo estremo nei campi non può più essere affrontato soltanto con misure emergenziali adottate quando le temperature raggiungono livelli critici. Servono invece prevenzione, risorse e una programmazione definita prima dell’arrivo dell’estate. È quanto emerso dall’incontro che si è tenuto oggi nella sede mantovana dell’Utr Valpadana tra l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi e le organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.
Un confronto giudicato positivamente dai rappresentanti dei lavoratori, dal quale è arrivato anche un primo impegno concreto: a settembre dovrebbe essere convocato un tavolo operativo, con l’obiettivo di individuare entro dicembre risorse e interventi da mettere in campo in vista della prossima stagione estiva.
«Il confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi è stato positivo – spiegano Ivan Papazzoni, segretario generale Flai Cgil Mantova, e Ciro Di Lena, segretario territoriale Fai Cisl Asse del Po –. È importante che sia emersa la volontà di affrontare il tema del caldo e della sicurezza in agricoltura non più come un’emergenza, ma con una programmazione strutturale e anticipata rispetto alle prossime stagioni».
Al centro dell’incontro soprattutto le conseguenze delle temperature sempre più elevate sulle condizioni di chi lavora all’aperto e, in particolare, nel comparto agricolo. Per i sindacati, il cambiamento climatico impone ormai un cambio di passo.
«Le temperature estreme sono una condizione con cui dobbiamo confrontarci ogni estate – sottolineano Papazzoni e Di Lena –. Per questo occorrono strumenti di prevenzione, sorveglianza sanitaria, organizzazione del lavoro e risorse adeguate».
Tra i temi affrontati anche quello delle ordinanze regionali contro il rischio da caldo, che secondo le organizzazioni sindacali dovrebbero poter essere declinate tenendo conto delle diverse condizioni climatiche e organizzative presenti nei singoli territori. Non tutte le province, infatti, presentano le stesse caratteristiche e gli stessi livelli di esposizione.
In questo quadro Mantova potrebbe diventare un territorio di sperimentazione per nuove iniziative di prevenzione da estendere successivamente al resto della Lombardia, facendo tesoro delle esperienze già sviluppate a livello locale.
«L’impegno dell’assessore a convocare a settembre un tavolo concreto e operativo è un risultato importante – concludono i sindacalisti – così come l’obiettivo di arrivare entro dicembre all’individuazione delle risorse necessarie per finanziare gli interventi in vista della prossima stagione. Ciascun soggetto coinvolto potrà fare la propria parte, mettendo a disposizione competenze e risorse per tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli».


















