“Dammi i soldi”: il “piromane di Motteggiana” minaccia la madre e buca le ruote dell’auto. Arrestato di nuovo

SUZZARA – È tornato in carcere il 41enne di Suzzara già arrestato nei giorni scorsi nell’ambito delle indagini sull’incendio di due automobili avvenuto a Motteggiana. L’uomo, nonostante il divieto di dimora nella provincia di Mantova disposto dal giudice dopo il primo arresto, avrebbe continuato a rimanere sul territorio e, nella notte tra il 10 e l’11 agosto, si è presentato anche nei pressi dell’abitazione della madre. Qui, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe forato tutti e quattro gli pneumatici dell’auto e successivamente inviato alla donna alcuni messaggi minatori, arrivando a minacciare di incendiarle la casa se non gli avesse consegnato del denaro.

Le nuove contestazioni, unite alle ripetute violazioni della misura cautelare, hanno portato i Carabinieri a chiedere un aggravamento del provvedimento. La richiesta, condivisa dalla Procura della Repubblica di Mantova, è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 41enne è stato quindi rintracciato e arrestato dai militari della Compagnia di Gonzaga e della Stazione di San Benedetto Po e accompagnato alla casa circondariale di Mantova, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La vicenda era cominciata la settimana precedente a Motteggiana, dove due automobili erano state interessate da un incendio. Sul posto erano intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gonzaga e della Stazione di Suzzara, impegnati in un servizio di controllo del territorio pianificato nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza avevano permesso agli investigatori di individuare un sospettato, riconosciuto dai militari. Gli elementi raccolti avevano quindi portato a una perquisizione nella sua abitazione. All’interno erano stati trovati, secondo quanto riferito dall’Arma, gli indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati nella notte dell’incendio e la bicicletta che sarebbe stata utilizzata per gli spostamenti.

La perquisizione aveva però portato anche a un’altra scoperta: cinque serre attrezzate per la coltivazione di cannabis, dotate di impianti di riscaldamento e irrigazione. I Carabinieri avevano sequestrato complessivamente circa tre chilogrammi di marijuana, otto grammi di hashish, un bilancino di precisione, semi di canapa, numerose piante, infiorescenze essiccate e diversi flaconi contenenti prodotti e nutrienti per la coltivazione. Era stato inoltre rinvenuto un coltello lungo circa 20 centimetri.

Il 41enne era stato quindi arrestato e, dopo una notte trascorsa nel carcere di via Poma, era comparso davanti al giudice del Tribunale di Mantova. L’arresto era stato convalidato, ma nei suoi confronti era stata disposta la liberazione con divieto di dimora nell’intera provincia di Mantova.

Una prescrizione che, secondo gli accertamenti dei Carabinieri, l’uomo avrebbe violato più volte, tanto da essere nuovamente denunciato. L’episodio avvenuto nei confronti della madre ha infine determinato la richiesta di una misura più restrittiva e il nuovo arresto.