ROVERBELLA — La comunità roverbellese saluta Marisa Cazzetta, 59anni, prematuramente scomparsa per una grave malattia, figura storica del paese, punto di riferimento per generazioni e anima di molte iniziative locali. Il sindaco Mattia Cortesi ha voluto dedicarle un ricordo pubblico, trasformato in un messaggio di affetto e gratitudine che restituisce l’immagine di una donna profondamente legata alle sue radici, alla famiglia e alla socialità.
I funerali i terranno mercoledì 26 agosto alle ore 10, nella Chiesa Parrocchiale di Roverbella. Il corteo partirà alle 9.40 dalla Casa Funeraria Il Fiore di Volta Mantovana, dove la camera ardente è allestita e aperta alle visite dalle 9 alle 21 .
Tradizione e identità trentina
Marisa, nata Transacqua, era conosciuta per l’orgoglio con cui portava in paese le sue origini trentine. Dalle pietanze dell’osteria ai gruppi folk della Valle di Primiero, la sua presenza era sinonimo di tradizione viva. Il sindaco ricorda con affetto la sua instancabile disponibilità nell’organizzare la partecipazione dei gruppi folkloristici alle feste locali: «Bastava chiederti: “Marisa, sono disponibili i tuoi amici del gruppo folk?” e la mattina dopo arrivava puntuale la tua telefonata con tutto già organizzato», racconta Cortesi.
Marisa fu anche tra i promotori del Gruppo Commercianti, poi divenuto Associazione La Piazza, sempre presente in ogni manifestazione del paese.
Famiglia, il suo orgoglio più grande
Il legame con la famiglia era per lei un pilastro. Una dedizione totale, discreta ma costante, che il sindaco definisce «orgogliosa e fiera», capace di sostenere i suoi cari con una presenza instancabile.
Socialità e comunità: una vita tra le persone
Marisa era un volto familiare per intere generazioni: bambini e ragazzi cresciuti tra il Bar della Bocciofila e il Chiosco della Ex Stazione Mantova-Peschiera, clienti dell’osteria che trovavano in lei un sorriso, una chiacchiera, un piatto dal sapore antico.
Il sindaco ricorda anche il celebre baccalà, eredità della storica Osteria da Barselli: «Il baccalà che faccio io è la stessa ricetta dell’Italina», amava dire Marisa, rivendicando con orgoglio la continuità di una tradizione culinaria che molti riconoscevano.
La sua socialità era schietta, diretta, ma sempre orientata alla mediazione: «facevi in modo di mettere d’accordo tutti», sottolinea Cortesi.
Un servizio alla comunità, non solo un lavoro
Tra i ricordi più significativi, il sindaco evidenzia l’impegno di Marisa nel periodo immediatamente successivo all’emergenza Covid: «Da subito, appena usciti dall’emergenza, Marisa con la sua Osteria si è messa a completa disposizione del Comune per garantire il pasto domenicale alle persone seguite dal servizio di assistenza domiciliare».
Un gesto che racconta la sua attenzione verso le fragilità, la sua capacità di cogliere i bisogni e di segnalarli con responsabilità: spesso chiamava direttamente il sindaco per proporre soluzioni e aiuti concreti.
Il saluto del sindaco
Cortesi conclude il suo ricordo con parole semplici e profonde: «Grazie di tutto, Marisa. Veglia sulla tua famiglia. Che la terra ti sia lieve». Marisa lascia nel dolore il marito Silvano, le figlie Giada con Alessandro e Sofia con Dennis, i cognati, le nipoti le nipoti, parenti e amici.


















