VIADANA – Arriverebbero alcuni timidi segnali che lascierebbero spazio alla speranza, ma il quadro resta gravissimo e la prudenza è massima. Il bambino di 4 anni, che ne compirà cinque a novembre, precipitato ieri pomeriggio dal balcone della propria abitazione a Viadana, è ancora ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove i medici continuano a seguirlo costantemente.
La prognosi resta riservata e, come emerso già nelle ore successive al drammatico incidente, saranno fondamentali le prime 24-48 ore per capire l’evoluzione delle gravissime conseguenze riportate nella caduta.
A far filtrare un cauto spiraglio di speranza sarebbe stato il padre del bambino, che si trova a Bergamo accanto al figlio e che, nel corso di una telefonata ai familiari, avrebbe riferito di alcuni segnali positivi nelle condizioni del piccolo. Indicazioni che, proprio alla luce della gravità del quadro clinico, vanno però considerate con estrema cautela in attesa dell’evoluzione delle prossime ore. Il bambino, appartenente a una famiglia di origine ghanese, vive con i genitori al quarto piano del condominio di via Ettore Sanfelice, di fronte all’istituto di Ragioneria, dove la famiglia si era trasferita da meno di un mese.
La caduta è avvenuta ieri intorno alle 14.30. Per cause ancora oggetto degli accertamenti della Polizia locale, il piccolo avrebbe raggiunto il balcone dell’abitazione e sarebbe precipitato da un’altezza di circa quindici metri. Immediata era scattata la macchina dei soccorsi con Croce Verde, 118, automedica ed elisoccorso. Le condizioni del bambino erano apparse fin da subito estremamente critiche. Dopo essere stato stabilizzato, era stato caricato sull’elicottero inizialmente diretto all’ospedale di Parma. Proprio in considerazione della gravità della situazione, durante il volo era stata però presa la decisione di raggiungere il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, centro altamente specializzato.
La madre, profondamente scossa per quanto accaduto, sarebbe invece rimasta a Viadana, circondata dall’affetto di parenti e amici. Proseguono intanto gli accertamenti della Polizia locale per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nei minuti precedenti alla caduta. Gli agenti sono tornati anche nell’appartamento di via Sanfelice per effettuare ulteriori verifiche e documentare il balcone dal quale il bambino è precipitato. Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è l’esatta dinamica di quei drammatici istanti. Dai primi accertamenti pare che la madre fosse scesa nel cortile del condominio per buttare i rifiuti. A un certo punto il bambino avrebbe cominciato a chiamarla. Lei sarebbe quindi tornata di gran corsa nell’appartamento ma avrebbe trovato la porta di ingresso che inaspettatamente si era chiusa dall’interno. Forse il bambino (che soffre di un disturbo che potrebbe aver influito sulla mancata percezione del pericolo) si è spaventato perchè non vedeva la mamma risalire e si è portato sul balcone dove si è arrampicato sulla ringhiera precipitando poi nel vuoto? E’ una delle ipotesi al vaglio. L’attenzione resta comunque a ora tutta concentrata sul piccolo. I segnali riferiti dai familiari alimentano la speranza, ma il quadro resta estremamente delicato e sarà l’evoluzione delle prossime ore a fornire indicazioni più chiare.


















