A Mantova si lavora una settimana in meno rispetto a Lecco. Retribuzione: 27esimo posto

MANTOVA – In provincia di Mantova la retribuzione media annua è pari a 25.309 euro (27esimo posto in Italia) e vengono retribuite 258,7 giornate di lavoro all’anno (16esimo posto in Italia). Se il primato assoluto a livello di retribuzione annua spetta a Milano, il record di giornate lavorative pagate lo detiene Lecco con 265,4, mentre in fondo alla classifica si piazza Vibo Valentia con 195. A dirlo è il nuovo studio della Cgia di Mestre, che evidenzia come al sud si lavori un mese e mezzo di meno rispetto al nord.

Al Nord la media si attestata infatti su 255 giorni all’anno, mentre nel Mezzogiorno ci si è fermati a 228: una differenza di 27 giornate lavorative, pari a quasi un mese di lavoro in più ogni anno per i lavoratori settentrionali. Ovviamente, anche sul fronte delle retribuzioni – si legge nel rapporto – il divario è significativo. La paga media giornaliera ha raggiunto 108 euro al Nord, contro gli 80 euro al Sud: il differenziale è stato del 36 per cento a favore dei lavoratori del settentrione. Una distanza che si riflette anche sulla produttività: al Nord è infatti è stata superiore del 36 per cento rispetto al Mezzogiorno. l quadro evidenzia così uno dei principali squilibri strutturali dell’economia italiana, dove differenze nei giorni lavorati, nelle retribuzioni e nella produttività finiscono per alimentarsi reciprocamente.

Occorre considerare – prosegue la ricerca – che si tratta di un monte ore annuo rapportato al numero di occupati e che questo dato più basso è legato principalmente a tre fattori: una maggiore diffusione della precarietà, un ricorso più frequente al part time involontario e una componente rilevante di lavoro stagionale (nel turismo e nell’intrattenimento). Va quindi evitata la conclusione secondo cui al Sud si lavora meno per una minore propensione al lavoro. Questa lettura non tiene conto di un altro elemento importante: la diffusione del lavoro nero, che nel Mezzogiorno raggiunge dimensioni significative. Trattandosi di lavoro illegale, queste ore non vengono conteggiate nel monte ore ufficiale. Il risultato è che il dato ufficiale sottostima le ore effettivamente lavorate, poiché una parte del lavoro svolto resta fuori dalle statistiche. Si tratta dunque non tanto di una minore quantità di lavoro, quanto di condizioni occupazionali più fragili e meno regolari.

A livello provinciale è Lecco a registrare il numero medio di giornate retribuite più elevato d’Italia (265,4). Seguono Biella (263,9), Vicenza (263,4), Monza-Brianza (263,3) e Lodi (262,8). Si tratta di realtà territoriali storicamente ad alta vocazione manifatturiera, dove nella stragrande maggioranza dei casi le imprese di media e grande dimensione lavorano a ciclo continuo. In coda alla classifica nazionale si posizionano Rimini (212), Nuoro (205) e Vibo Valentia (195).

Nelle aree del Paese dove la produttività è più elevata, è naturale che anche gli stipendi medi risultino più alti. Se si analizzano le prime cinque regioni italiane per produttività, troviamo Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d’Aosta, Lazio ed Emilia-Romagna. Se si osserva invece la classifica nazionale delle retribuzioni medie lorde annuali, nelle prime cinque posizioni compaiono quasi le stesse regioni: Lombardia (30.384 euro), Emilia-Romagna (26.377 euro), Piemonte (26.249 euro), Veneto (25.370) e Trentino-Alto Adige (25.244 euro).

Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde percepite dai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nel 2024, Milano è stata l’area geografica con gli stipendi medi lordi più elevati: 35.670 euro. Seguono Monza-Brianza (29.576 euro), Parma (28.747 euro), Modena (28.731 euro), Bologna (28.672 euro), Lecco (27.788 euro) e Reggio Emilia (27.772 euro). Nei territori emiliani, in particolare, la forte concentrazione di settori ad alta produttività e a elevato valore aggiunto – come la produzione di auto di lusso, la meccanica,
l’automotive, la meccatronica, il biomedicale e l’agroalimentare – ha garantito ai lavoratori buste paga particolarmente consistenti. Sul fronte opposto, i lavoratori dipendenti con le retribuzioni più basse si trovano a Crotone, dove la media annua lorda è di 15.326 euro, seguita da Cosenza (15.263 euro) e Nuoro (15.231 euro). Il valore più basso in assoluto si registra a Vibo Valentia, dove in un anno di lavoro si portano a casa appena 13.885 euro. La media nazionale si è attestata a 24.486 euro.