MANTOVA – La Cna lancia un segnale forte: in Italia quasi 315mila titolari di imprese individuali hanno più di 70 anni, pari al 10,7% del totale. Dieci anni fa erano l’8,9%. Un aumento di 25mila imprenditori anziani che evidenzia un problema strutturale: cresce l’età di chi guida le imprese, mentre diminuisce la platea dei giovani pronti a subentrare.
Un Paese che invecchia nelle sue imprese
Il dossier “Imprese senza ricambio” della Cna fotografa un rischio concreto per il sistema produttivo, anche nel mantovano. L’invecchiamento è particolarmente evidente in agricoltura, dove oltre 160mila titolari hanno almeno 70 anni (28,3% del totale). Seguono: Commercio: quasi 59mila titolari, Costruzioni: oltre 19mila, Manifatturiero: più di 18mila, Servizi: circa 14mila, Alloggio e ristorazione: oltre 12.600
Tra i comparti più esposti al rischio ricambio emergono agricoltura, manifatturiero (9,6%), trasporto e magazzinaggio (8,4%), commercio (7,8%) e turismo (6,6%).
Crollo dell’imprenditoria giovanile
Il quadro diventa critico osservando i giovani: Costruzioni: -40mila imprese giovanili (-38,7%), Commercio: -66mila (-36,2%), Industria: -14mila (-35,9%), Turismo: -11mila (-18,3%)
Il rischio maggiore nasce proprio dalla sovrapposizione delle due dinamiche: più imprenditori prossimi all’uscita, meno giovani disponibili a subentrare.
Serve una politica per la trasmissione d’impresa
La direttrice della Cna, Elisa Rodighiero, sottolinea che il passaggio generazionale è ormai un tema di politica industriale: favorire l’incontro tra chi vuole uscire e chi vuole subentrare, rafforzare strumenti fiscali e finanziari dedicati, sostenere operazioni di workers buyout, che permettono ai dipendenti di rilevare l’azienda
Un’urgenza che riguarda da vicino anche il territorio mantovano, dove molte attività rischiano di non trovare eredi.

















