MANTOVA – Organizzazione promossa, ma dal punto di vista commerciale il trasferimento del mercato al Boma non ha funzionato e non può essere considerato una soluzione praticabile per il futuro. È il giudizio di Anva Confesercenti Mantova dopo la giornata di mercato di giovedì 10 settembre, quando gli ambulanti hanno lasciato eccezionalmente il centro città in occasione del Festivaletteratura.
Lo spostamento si era reso necessario per l’impossibilità di utilizzare la tradizionale sede alternativa di piazza Virgiliana, che è stata interessata dai lavori di riqualificazione. Il Boma era stato quindi individuato come soluzione sperimentale per evitare la sospensione del mercato.
Sul piano organizzativo, Confesercenti riconosce al Comune di aver gestito efficacemente una situazione complessa. La presenza della Polizia Locale e della Protezione Civile, l’individuazione degli spazi e l’organizzazione dell’area hanno consentito agli operatori presenti di lavorare senza particolari problemi.
Ben diverso, però, il bilancio sotto il profilo commerciale. Gli ambulanti presenti sono stati sensibilmente meno rispetto a una normale giornata di mercato e anche l’affluenza dei clienti è risultata contenuta. Sulla partecipazione hanno certamente pesato le previsioni meteorologiche sfavorevoli, ma tra gli operatori è emersa soprattutto la difficoltà determinata dalla distanza dal centro storico e dai consueti percorsi della clientela.
A spiegare le ragioni che avevano portato ad accettare il trasferimento è il presidente di Anva Confesercenti Mantova, Davide Guerra: «Lo spostamento al Boma era l’alternativa concreta alla sospensione del mercato e non volevamo privare le imprese della possibilità di lavorare». Guerra riconosce inoltre che «l’organizzazione della giornata è stata efficace» e sottolinea ora la necessità di aprire un confronto con il Comune sulle soluzioni da adottare in futuro.
Cornacchia: «Va considerato l’impatto degli eventi su tutte le attività»
Ed è proprio guardando ai prossimi eventuali spostamenti che Confesercenti esprime una valutazione più netta. «Dai riscontri che abbiamo avuto sia dagli operatori sia da diversi clienti – spiega il direttore di Confesercenti Mantova Davide Cornacchia – riteniamo che quella del Boma non sia una soluzione praticabile».
Per l’associazione il tema, però, non riguarda soltanto gli ambulanti. In occasione dei grandi eventi cittadini, secondo Cornacchia, occorre valutare complessivamente l’impatto delle scelte organizzative sulle attività economiche del centro.
«Bisogna tenere presente non soltanto la ricollocazione del mercato, ma anche le ripercussioni sugli altri esercenti, come ad esempio la riduzione dei plateatici. Serve trovare un equilibrio tra le richieste di chi organizza gli eventi e quelle dei soggetti che operano stabilmente in città».
Da qui la richiesta di un confronto con l’Amministrazione comunale per individuare soluzioni diverse per il futuro. «Non si può pensare – aggiunge Cornacchia – che vengano accolte tutte le richieste di chi organizza un evento una volta all’anno a scapito, ad esempio, degli esercenti del mercato che lavorano a Mantova 52 settimane all’anno e rappresentano una risorsa per la città».


















