Casaloldo, Cessi e Matteotti due martiri antifascisti che dialogano con la Costituzione

CASALOLDO – Esattamente cento anni dopo l’assassinio per mano fascista del maestro Anselmo Cessi di Castel Goffredo e a ottant’anni dalla Costituente repubblicana, uno spettacolo di teatro civico riporta in vita l’educatore cattolico castellano e il deputato socialista Giacomo Matteotti, uniti dal martirio antifascista pur provenendo da mondi diversi. In scena i due dialogano ripercorrendo le rispettive vite e morti, come “padri costituenti in nuce” della futura Repubblica. Sul palco compare infatti anche la Costituzione, che si dichiara figlia dei principi e delle parole di entrambi.

Dal mondo cattolico e dalla scuola di Cessi vengono idealmente ricondotti gli articoli sull’istruzione, il 33 e il 34, e il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3. Alla battaglia socialista e sindacale di Matteotti vengono invece collegati la Repubblica fondata sul lavoro dell’articolo 1, la libertà di manifestazione del pensiero prevista dall’articolo 21 e la libertà sindacale dell’articolo 39, oltre all’immunità parlamentare disciplinata dall’articolo 68, introdotta anche per garantire che nessun deputato dovesse più pagare con la vita le proprie parole pronunciate in Aula. Lo spettacolo, promosso dalle due associazioni casaloldesi Combattenti e Reduci e Persone Singolari, si intreccia inoltre con un’iniziativa di respiro nazionale. Lo stesso sabato 19 settembre, a Roma, il linguista Massimo Arcangeli presenterà “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”, progetto nazionale dedicato al valore delle parole e nato con l’obiettivo di contrastare il ritorno della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo.

Cinque gli obiettivi principali dell’iniziativa: la difesa della Costituzione e della memoria antifascista, la tutela dei diritti civili conquistati, la difesa di una scuola pubblica, laica e libera da logiche militari, il pluralismo dell’informazione e una cittadinanza inclusiva, non fondata sulla sudditanza. Lo spettacolo, in programma sabato 19 settembre alle 21 al Teatro Soms di Casaloldo, rappresenta il primo passo pubblico de “La parola che non muore”, associazione apartitica che promuove a livello nazionale l’iniziativa di Arcangeli.
“Le mie parole sono importanti”, canterà la Costituzione sul palco. E il maestro Cessi ne fu un esempio luminoso, morendo due anni dopo Matteotti proprio per non aver voluto tacere.
Il testo è di Gian Agazzi. In scena Dennis Rizzardi, maestro di Casaloldo, nel ruolo di Cessi; Lorenzo Balducci, attore teatrale, nei panni di Matteotti; e Marina Castelli, attrice e cantante, che interpreta la Costituzione e firma anche le canzoni dello spettacolo.